Novi, Claudio Gregori racconta la “Maglia Nera” Luigi Malabrocca

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Da un’idea della ASD BIKE COMEDY CLUB, organizzatrice la 4/a edizione de “LA MONSTERRATO-STRADE BIANCHE MONFERRATO”, pedalata cicloturistica autogestita in libera escursione per bici d’epoca, gravel bike, mtb ed e-bike, in programma domenica 2 settembre 2018 a Camagna Monferrato (Alessandria), avrà luogo, in collaborazione con il comune di Novi Ligure e il Distretto del Novese sabato 1 settembre 2018 alle 17.30 a Novi Ligure al Museo dei Campionissimi un incontro dove Claudio Gregori, giornalista della Gazzetta dello Sport racconterà la maglia nera: Luigi Malabrocca a cui “La Monsterrato”, ha dedicato il percorso da 140 Km.

 

L’incontro si inserisce nel progetto che vede valorizzare i grandi personaggi sportivi del Basso Piemonte, infatti per l’occasione, parteciperà alla serata anche la nipote di Malabrocca, Serena e per tutto il weekend sarà esposta al Museo di Novi Ligure la bici Nilux del 1949 della mitica Maglia Nera grazie alla collaborazione con AcdB Museo di Alessandria in cui solitamente è in mostra e al proprietario della bici Gino Moratto.

Il pubblico inoltre potrà ammirare foto inedite della collezione privata della famiglia Malabrocca messe a disposizione per l’occasione.

Luigi Malabrocca

Nacque a Tortona il 22 giugno del 1920, soprannominato “il Cinese” a causa dei suoi occhi a mandorla. Fu il primo a essere l’ultimo perché, indossò per due anni consecutivi la “maglia nera” del Giro d’Italia (1946 e 1947). Grande amico di Fausto Coppi, vinse 138 corse, di cui 15 da professionista, ma il suo nome rimane ancora oggi legato al Giro d’Italia quando l’ultimo classificato si aggiudicava la maglia di colore nero e, soprattutto, un cospicuo premio in denaro, che faceva gola a molti Nella sua carriera si aggiudicò la Parigi-Nantes (1947), la Coppa Agostoni (1948) e il Giro di Croazia e Slovenia (1949). Per due volte (nel 1951 e nel 1953) fu campione d’Italia di ciclocross.

Museo dei Campionissimi di Novi Ligure

Non esiste città al mondo che abbia dato i natali a tanti personaggi di importanza nazionale ed internazionale nello sport del ciclismo come Novi Ligure e proprio qui si trova il Museo dei Campionissimi, dedicato alla storia della bicicletta e del ciclismo, ispirandosi ai protagonisti da cui prende il nome “dei Campionissimi” Costante Girandengo e Fausto Coppi.

Inaugurato nel 2003 e realizzato dal Comune grazie all’intervento di Unione Europea, Regione Piemonte, Provincia di Alessandria e Fondazione Museo della Bicicletta.

Il museo è stato allestito all’interno di un capannone industriale di inizi ‘900 accanto al centro della città. Nel suggestivo allestimento di Mauro Porta il museo è “sospeso” al limite della scalinata all’ingresso. Una speciale “pista” centrale divide e organizza lo spazio espositivo, ma soprattutto rappresenta l’evoluzione del “fondo stradale”: dalla terra battuta ai moderni materiali. 40 sono le biciclette che raccontano l’evoluzione tecnica del mezzo, dal primo esemplare in legno fino a quelle in fibre di carbonio.

Nelle ampie sale a lato della pista trova spazio un’ideale storia del Giro d’Italia attraverso immagini e pagine di Gazzetta dello Sport e di Tuttosport e un tributo ai Campioni del ciclismo, non solo la Maino di Girardengo e le Bianchi di Coppi ma anche la bici di Giovanni Gerbi, il mitico “diavolo rosso” e pioniere del Giro d’Italia e poi le Legnano di Bartali e Massignan, le bianchi di Gimondi e di Pantani, fino alle specialissime realizzate per i record di Moser.

Mentre si visita il museo, le più grandi imprese sportive raccontate da filmati d’epoca e testimonianze visive e sonore scorrono su megaschermi e proprio in quest’area trova spazio anche una curiosa esposizione delle biciclette dei mestieri.

Ma la storia del ciclismo è anche una storia in rosa anche parte dai personaggi mitici come Alfonsina Morini–Strada il “diavolo in gonnella” – fino alle più moderne campionesse del XXI secolo come Edita Pucinskaite.

Ma questa in terra, definita da molti l’università del ciclismo, sono nate anche alcune delle case costruttrici più gloriose: quali la Santamaria e la Fiorelli. Non si può lasciare il museo senza aver ammirato gli esemplari e scoperto la storia delle officine di Novi Ligure.

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