Turismo: l’iride monregalese, tutti i colori di un territorio in crescita

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Il (Gran) Paradiso può attendere, la meta obbligatoria prima di salire ad alta quota è il Giardino dell’Eden situato…a metà strada. Un fenomeno che, secondo le statistiche, si verifica anche nel senso opposto, con gli amanti della riviera ligure che decidono di prendersi un break nelle verdi colline del monregalese. Secondo una statistica promossa dalla sezione piemontese dell’Osservatorio Turistico Italiano sono proprio i colori della Provincia Granda a stimolare e attirare i visitatori.

“Rispetto a dieci anni fa il turismo è cambiato profondamente – dice la responsabile dell’ente, Marta Parodi -. Il territorio cuneese è strategico anche dal punto di vista autostradale, con il transito continuo di mezzi tra il Nord del Piemonte e la Liguria. Mondovì si colloca circa a metà strada e, inevitabilmente, attira diversi tipi di viaggiatori”. Si va da coloro che decidono di interrompere momentaneamente il percorso sulla Verdemare (A6, ndr) per una breve sosta in città a quelli che individuano nel monregalese il territorio adatto per trascorrere vacanze di più giorni. Le due opzioni sono abbastanza livellate, specie in alcuni periodi dell’anno favorevoli al flusso dei turisti. “L’offerta culturale è una delle eccellenze in grado di spostare gli equilibri – spiega ancora Parodi -. Sicuramente l’ampia gamma di colori presenti sul territorio rappresentano un’ulteriore spinta”.

Quest’ultimo dato, spesso snobbato da ricercatori e addetti ai lavori, è uno dei più ricercati da buona parte della popolazione. Gli amanti del mare associano il blu ad una voglia temporanea che può “costare” anche diverse ore di coda. Idem per coloro che preferiscono la montagna e il bianco rinfrescante delle vette piemontesi. Quale colore potrebbe essere il più rappresentativo per il territorio? “Giallo”, “Blu”, “Verde”, “Rosso”, “Arancione”, “Giallo”, “Viola” è il mix di voci provenienti dai bambini della Direzione Didattica Secondo Circolo di Mondovì, interpellati a tal proposito. Un insieme di colori che ricorda tanto l’iride dell’arcobaleno, fenomeno affascinante per i più piccoli…e non solo. “Effettivamente il Festival delle Mongolfiere è forse l’evento più apprezzato dai nostri visitatori, ma anche il bianco e nero va forte – dicono dall’ente turistico locale -. Il riferimento è al Museo Civico della Stampa, che sta facendo segnare numeri molto interessanti”.

Una storia coinvolgente che si lega in maniera perfetta all’altro museo cittadino, quello della ceramica, che racchiude due secoli di storia. Meriterebbe una menzione anche la stagione teatrale e la biblioteca civica, a cui si aggiungono eventi sportivi (“Torneo dei rioni”, meeting di atletica e di nuoto), ludici (“Model Air Show”), solidali (Giornata del Naso Rosso”, “Guida e divertiti in sicurezza”) e culturali, in un territorio dal grande valore storico. Il tutto arricchito dalla presenza di aree destinate allo shopping, costantemente affollate non soltanto nel periodo dello shopping. Un cruccio che talvolta può turbare mariti e accompagnatori delle donne, in alcuni casi particolarmente interessate alle vetrine…e ai contenuti dei negozi. Un caso simile a quello  capitato al sottoscritto nel corso della visita a Mondovì. E mentre il portafogli della famiglia si sgonfiava, io salivo fino alle nuvole (anche) grazie alla funicolare cittadina che mi portava in località “Piazza”. Una lunga salita che permette a chiunque di vedere i mille colori di Mondovì – simili a quelli delle mongolfiere che si disperdono in cielo a inizio gennaio – ma concepiti da una città che vive e cresce quotidianamente.

Luca Piana (Photo credit: Comune di Mondovì)

 

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