Giovedì Gabriele Vacis al Teatro Sociale di Valenza con lo spettacolo “L’amore per l’educazione”

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Il tema della scuola è affrontato da Gabriele Vacis giovedì 6 dicembre 2018 (ore 21) al Teatro Sociale di Valenza, nel prossimo appuntamento della stagione APRE 2018-2019. Vacis, insieme ai formatori dell’Istituto di pratiche teatrali per la cura della persona, presenta “L’amore per l’educazione”, un’originale rilettura di un classico evergreen: il libro “Cuore”.

“Abbiamo fatto l’Italia, adesso facciamo gli Italiani” è la celebre frase che Massimo D’Azeglio verga subito dopo l’Unità d’Italia. Edmondo De Amicis diede il suo contributo a questa impresa scrivendo  “Cuore” nel 1886, un romanzo diaristico, con una forte matrice pedagogica, che celebra l’unione sociale e i valori nazionali che emergono dal Risorgimento. Il successo di “Cuore” è immediato: in due mesi e mezzo di vita l’opera vantava già 41 edizioni e 18 richieste di traduzione; nel 1923 – solo in Italia aveva toccato la milionesima copia, in un’epoca in cui mille copie erano un grande risultato viene pubblicato in tutto il mondo e si afferma in particolare in Cina con il titolo “L’amore per l’educazione”.

Oltre un secolo dopo, il tema “scuola” è e rimane necessario nel dibattito pubblico di una società che vede sempre più diffondere esempi negativi di comportamento e deve far fronte a cambiamenti globali e locali sempre più repentini. Rileggere “Cuore” con gli studenti di oggi può generare effetti positivi a catena sia sulla presenza, sulla conoscenza e accettazione di se stessi, in una fase molto delicata dello sviluppo, l’adolescenza, che nella qualità delle relazioni fra le giovani generazioni e le comunità.

L’Istituto di pratiche teatrali per la cura della persona da aprile 2017 a oggi, grazie alla progettazione di laboratori d’inclusione, video-colloqui e spettacoli, a Torino e nel contesto regionale piemontese, hacoinvolto attivamente oltre un migliaio di persone delle comunità migranti e legate alle diverse realtà sociali, sanitarie e scolastiche (migranti, adolescenti, utenti dei servizi sanitari, attori, operatori sociali, educatori, psicologi).

La stagione APRE 2018-2019, organizzata dalla CMC di Angelo Giacobbe, con la direzione artistica di Roberto Tarasco, è resa possibile grazie al sostegno di Comune di Valenza, Regione Piemonte eFondazione Live Piemonte dal vivo.

Costi dei biglietti: intero 12 € / ridotti 9 €

È attivata, inoltre, una convenzione con Esselunga che permette di utilizzare il coupon “A Teatro con Fidaty” di colore verde.

Per contatti e prenotazioni (da martedì a venerdì dalle 16 alle 19, sabato dalle 10 alle 13): Teatro Sociale Valenza, Corso Garibaldi 58, 15048 Valenza (AL), e-mail: biglietteria@valenzateatro.it , tel. 0131 920154 – 324 0838829

Gabriele Vacis

Regista e autore teatrale, è stato tra i fondatori del laboratorio Teatro Settimo -Teatro stabile di innovazione per le attività di ricerca (1981); la sua ricerca artistica l’ha portato a indagare il linguaggio e la narrazione teatrale, contribuendo alla nascita del teatro di narrazione, a sviluppare progetti che spaziano dal cinema, alla televisione, ai nuovi media e al teatro, dove ha rienterpretato i testi classici alla luce della sensibilità contemporanea. Dopo la laurea in architettura, iniziò a dedicarsi alla regia teatrale imponendosi al pubblico e alla critica (Esercizi sulla tavola di Mendeleev, 1984; Elementi di struttura del sentimento, 1985). Accanto all’attività di insegnante alla Scuola d’arte drammatica Paolo Grassi (1987-2004), negli anni Novanta ha continuato il suo percorso di rivisitazione dei classici (W. Shakespeare, 1991; Carlo Goldoni, 1993) e contemporaneamente ha sviluppato un modo nuovo di raccontare a teatro, con Marco Paolini (Il racconto del Vajont, 1994) e Laura Curino (Olivetti, 1996); ha poi collaborato con Alessandro Baricco, di cui fra l’altro ha messo in scena Novecento (1994 e 2012). Dopo aver lavorato per la trasmissione televisiva 42° parallelo (1999) dedicata alla letteratura del Novecento, nel 2000 ha diretto Fenicie da Euripide, per poi assumere il ruolo di regista al Teatro stabile di Torino (che nel 2002 ha acquisito il Teatro settimo). Dopo aver diretto Vocazione/Set (2004), tratto da J.W. Goethe, e Libera nos(2005), dall’opera letteraria di Meneghello, tra il 2006 e il 2007 si è occupato di grandi eventi (quali la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Torino), confermando la sua vocazione a stabilire relazioni tra teatro e urbanistica. Dopo la regia dello sceneggiato radiofonico Luoghi non comuni (2007) e l’assunzione della carica di direttore artistico del Teatro regionale alessandrino (dal 2008), ha portato in scena il cechoviano Zio Vanja (2009); di nuovo con la Curino, Il signore del cane nero (2010), ispirato alla vicenda di Enrico Mattei; Crociate (2010) dal dramma di G.E. Lessing Nathan il saggio (da cui aveva già tratto lo spettacolo Domande a Dio, domande agli uomini, 2002); Supplici a Portopalo (2011); Rusteghi – I nemici della civiltà (2011). L’interesse all’intreccio dei linguaggi l’ha portato a dirigere il docu-film Uno scampolo di paradiso (2008), a occuparsi del progetto TAM (Teatro e arti multimediali) con il Palestinian national theatre, e a sviluppare il secondo film documentario La paura siCura (2010). Insieme a Roberto Tarasco e Barbara Bonriposi ha dato vita all’Istituto di Pratiche Teatrali per la Cura della Persona, che realizza laboratori, seminari, eventi e “ambienti” dedicati al pubblico in genere, ma concentrandosi, in particolare, sulle comunità dei migranti presenti nell’area metropolitana di Torino e sul territorio piemontese.

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