“Le radici del cielo”: conoscere tra la terra e il cielo attraverso Liliana Cavani e Stanley Kubrick

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Otto classi del liceo linguistico dell’istituto Saluzzo-Plana hanno assistito stamattina a un’interessante discussione cinematografica sulle figure di Liliana Cavani e di Stanley Kubrick, in particolare sulle rispettive opere “Galileo” e “2001: Odissea nello spazio”.

L’evento è stato ospitato dal Cinema Teatro Alessandrino e ha aperto il percorso nero della Festa del Pensiero. Dopo una breve introduzione da parte del professore Michele Maranzana, Barbara Rossi (Associazione “La Voce della Luna”) ha dato il via al dibattito dando la parola e rivolgendo domande a Francesca Brignoli, studiosa di cinema, e a Roberto Lasagna, Presidente del Circolo Adelio Ferrero.

La Brignoli ha introdotto all’uditorio il film proiettato al termine del dibattito, “Galileo” (1968), una pellicola che ha attraversato i marosi della censura e dell’abbandono. Essa rappresenta per la critica un’opera “didattica” dal punto di vista tecnico e, soprattutto, il racconto di un uomo sì “coerente”, ma pur sempre un uomo. Infatti, al coraggio per le sue teorie “eretiche” si abbina il timore di fare la fine di Giordano Bruno, al punto di fare abiura quando messo di fronte alle estreme conseguenze dei suoi atti.

Il Lasagna, invece, s’e preso il compito di fare un confronto tra la meno nota opera di Cavani e quella più rinomata di Kubrick, “2001: Odissea nello spazio” (1968), da cui emerge la comune curiosità sulla ricerca della conoscenza da parte dell’uomo, che si accompagna alla realizzazione della distanza tra intelletto umano e divino (che sia il Dio del “Galileo” o il monolito nero di “2001: Odissea nello spazio”).

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MIchele MaranzanaOspiti2Stefano Summa

foto di Leonardo Saggiorato

@Stefano_Summa

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