Intervista ad Alessandro Marella

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L’intervista svolta ad Alessandro Marella, cantautore alessandrino, tratta il suo primo singolo, Invincibile, uscito il 25 settembre, e la sua volontà di non lasciarsi abbattere dalle difficoltà che la vita mette davanti ogni giorno. Il ricavato del brano sarà donato in beneficenza a Famiglie SMA, associazione che finanzia la ricerca sull’Atrofia Muscolare Spinale, malattia di cui soffre lo stesso cantante.  La raccolta si protrarrà fino al 4 ottobre. Invincibile, tratta proprio il coraggio da tirar fuori per superare gli ostacoli e coronare i propri sogni. Alessandro Marella  presenta una grande passione per la musica, conosciuta già in tenera età, quando comincia a studiare pianoforte. Nel momento in cui le difficoltà per l’accesso al conservatorio prendono il sopravvento, a causa della sedia a rotelle, Alessandro inizia a ricevere  lezioni private e a quel punto scopre anche il suo talento per il canto. Nasce così la sua rock band, gli Abanero. Ma con Invincibile, si presenta come solista.

Invincibile tratta un tema delicato e forte allo stesso tempo. Quando ti è venuta l’ispirazione per questo brano? E perché?

Inizialmente avevo una band, appunto, gli Abanero, con cui ho avuto un altro tipo di esperienza musicale, più portata per il rock. L’ispirazione è nata con l’obbiettivo di lanciarmi in questo nuovo progetto. Questa prima uscita doveva lanciare un messaggio forte, cioè quello che racconta invincibile.

Nel tuo percorso da cantautore, quali difficoltà hai dovuto affrontare?

Non molte difficoltà, proprio perché la musica è libera e accessibile a tutti. Chiunque è in grado di scrivere e fare musica. Sono maggiori invece le problematiche da affrontare quando si va in giro per concerti, a causa di barriere architettoniche che a volte mi hanno reso complicato salire su palchi.

E’ stato semplice riuscire a farti conoscere finora nel mondo della musica?

Non è stato molto difficile, sono una persona espansiva e farsi pubblicità attraverso i social diventa semplice, annullando il bisogno di spostarsi molto.

La tua famiglia e i tuoi amici hanno sempre appoggiato questa tua passione?

Sì, assolutamente. Sono sempre stati loro a spronarmi e ad essermi vicino, dandomi un motivo in più per continuare.

Com’è nato il tuo amore per la musica?

Fin da piccolo ero interessato. Un mio vicino è riuscito a farmi appassionare e con gli anni, con l’impegno e l’evoluzione della musica, ho iniziato ad ascoltare un po’ di tutto. Non c’è musica che non mi piaccia.

Ma principalmente che musica ti piace ascoltare?

Musica italiana, soprattutto. Ma anche straniera, tipo alcuni gruppi come gli Aerosmith e i Guns N’ Roses.

Hai sempre avuta la forza e il coraggio che esprimi nel tuo brano?

Sì, non ho mai esitato nella mia vita. Ovviamente ci sono stati momenti difficili, ma cerco sempre di affrontarli in modo positivo, grazie anche, come dicevo prima, all’aiuto di famiglia e amici.

Riguardo all’atrofia muscolare spinale, cosa c’è da sapere a riguardo? Perché se ne parla così poco?

E’ una malattia importante, più diffusa di quanto si pensi e purtroppo è anche una delle prime cause di morte nei bambini. Ci sono diverse gravità di SMA e la più grave è comunque molto diffusa. La gente dovrebbe riuscire a conoscerle, per riuscire a fare una mano a queste famiglie che scoprono di dover combattere la SMA. Appunto con Invincibile volevo dare un messaggio capace di arrivare, non parla solo dell’Atrofia Muscolare Spinale, ma di tutte le difficoltà che si possono incontrare lungo il proprio percorso. Il brano però è dedicato ai bambini che soffrono a causa di questa malattia. In queste settimane si sta muovendo qualcosa, una raccolta fondi destinata proprio alla ricerca sulla SMA, raccolta fattibile anche grazie ad un SMS solidale dal cellulare.

Che emozioni provi quando canti?

Quando canto provo le stesse emozioni del mio amico, collaboratore e anche chitarrista, Fabio Toninello. Se canto da solo, cerco sempre di perfezionare la tecnica, quindi lascio poco spazio ai sentimenti. Ma quando mi trovo di fronte un pubblico, tralascio la tecnica e mi lascio coinvolgere dalle emozioni, soprattutto dal senso di parità e libertà che provo.E’ l’amore proprio per la musica che mi fa sentire libero.

Cristina Gulì

(stagista)

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