Dibattuto a più voci sul futuro della città nuova: e se alla Gambarina partisse il tavolo Marengo-Monferrato?

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Mettere tutti intorno al tavolo a discutere senza far prevalere le divisioni è una specialità in cui da qualche anno eccelle il MCL di Alessandria. Efrem Bovo sa che nel Movimento guidato da Piercarlo Fabbio, c’è un bene comune. Quello è l’obiettivo di ognuno. Meglio se le personalità di volta in volta invitate, rappresentano o aree di pensiero o istituzioni che possano far comprendere come la comunità alessandrina e la sua provincia devono provare ad essere più forti delle differenze che pur ci sono fra ogni operatore politico, ma che debbono essere messe da parte per mettere a bersaglio il nostro interesse territoriale.

Così non sono mancati coloro che hanno evocato toni di turismo avanzato, quasi riproponendo l’antico titolo di Giovanni Sisto, Alessandria provincia turistica, un patrimonio che ancora oggi si sente tra chi la Provincia la deve guidare, come Gianfranco Baldi, alle prese con le retrostrade del ponte Morandi di Genova o i consiglieri regionali Domenico Ravetti – il suo fare squadra di grande stile è piaciuto ad un pubblico che non era venuto alla Gambarina per sentire confronti muscolari – che ha riproposto il turismo come grande patrimonio e Luca Rossi, alla ricerca di parallelismi fra San Francesco e francescani minori emigrati dal valenzano in Sicilia. Un intreccio fra storia e politica, che non ha mancato di investire il gamondiano San Ugo Canefri, santo nato lo stesso anno in cui nasceva la città e la via intitolata ad uno dei membri della sua famiglia che scorre a pochi passi dal Museo della Gambarina.

Ma se di turismo occorre parlare, allora Eleonora Norbiato, segretaria generale dell’UNPLI, cioè le oltre mille Pro Loco del Piemonte, non ha mancato di dire come in Provincia di Alessandria vi siano ben 62 comuni turistici e che le bellezze, prima e dopo citate, non sono altro che da scoprire. Un lavoro che potrebbe essere accolto dai locali del Museo della Gambarina, secondo quanto offerto dalla Presidente onoraria Elena Garneri.

Che comunque l’identità di San Francesco fosse ben presente è piaciuto dirlo ad Angioletta Poggio, consigliere comunale; Mauro Bovone, suo collega ha invece preferito non tacere sulle magagne della città e che occorre al più presto sanare. Cambiare è il verbo più volte usato.

Un verbo che ha dovuto riprendere il vicesindaco Davide Buzzi Langhi, pacato e riflessivo, ma fermo nel controbilanciare eventuali critiche e individuando anche lui modelli di cose fatte assieme come i corsi di laurea in Medicina da poco presenti nella nostra città, proprio quando servono medici nei nostri ospedali. Tempestività e storia, che Antonio Maconi ha ribadito, richiedendo che non vi siano solo celebrazioni, ma soprattutto elaborazioni. Ha chiuso Luigi Visconti con le sue citazioni sulla ristrutturazione della Chiesa di San Francesco e l’illustrazione di alcuni suoi disegni del vecchio duomo.

Un dibattito veloce, incalzante, che Efrem Bovo ha chiuso così: e se il tavolo Marengo- Monferrato si facesse alla Gambarina?

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