Sottoculture Made in Japan: il Cosplay e le Lolita

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In Asia; ed in particolare in Giappone; è risaputo che sono molto diffusi i fumetti; manga e animele pop band ed i videogiochi che hanno come protagonisti personaggi stravaganti ed eccentrici; questi personaggi vengono imitati dagli adolescenti nipponici che si divertono a vestirsi ed atteggiarsi come i loro idoli: si tratta del Cosplay; fusione dell’ inglese “costume” e “play”.

Il Cosplay ricorda l’ usanza europea ed americana del travestimento dei fan; ad esempio di Star Trek o Star Wars; che durante le convention fantascientifiche si immidesimano nei loro beniamini: gli asiatici sono molto più radicali in questo caso; e indossano gli abiti di scena anche nella vita di tutti i giorni.

Le migliori cosplayers giapponesi si possono trovare ogni domenica ad Harajuku; quartiere di Tokyo; dove decine di ragazze e ragazzi si incontrano per mostrare i propri vestiti ai turisti incuriositi e ai fotografi.Una parte significativa della sottocultura consiste nell’ esibizione in brevi scenette dei cosplayer: scenette originali del personaggio impersonato recitate in maniera parodica per il diletto del pubblico.

I cosplayer sono famosi per la maniacalità con cui curano il loro “look di scena”: abiti; trucchi ed accessori vengono scelti con grande attenzione; l’ industria non è rimasta indifferente al fenomeno e ora numerosi centri commerciali dispongono di un settore dedicato alla subcultura: il Marui Young a Shinjuku ha addirittura quattro piani interamente dedicati ai travestimenti.

Le Lolita sono considerabili una sorta di Cosplay se possibile ancora più integralista: interessa solo le donne e si basa sulla riproduzione dello stile dell’ era vittoriana e rococò.

Il look lolita ha iniziato a distinguersi principalmente per la sua attenzione ai materiali ed alla manifattura dei vestiti.

La silhouette classica prevede una gonna lunga fino al ginocchio con una forma a campana data da varie sottovesti; ma si è evoluta fino a comprendere gonne lunghe fino alla caviglia e corsetti; camicette; calzettoni al ginocchio o calze e copricapi fanno anch’essi parte dei vestiti indossati abitualmente.

Esistono ulteriori diramazioni di questa moda; che pare essere sorta negli anni Settanta; che vengono classificate in base allp stile degli indumenti ma che hanno come punto comune la minuziosità del travestimento e l’ assoluta impersonificazione con il personaggio scelto.

Altri paesi dove è possibile vedere la moda lolita in eventi del genere sono l’Inghilterra; l’Irlanda; la Germania; l’Australia; il Messico; la Nuova Zelanda; il Brasile; l’Argentina; il Cile; la Francia; il Belgio; la Russia; la Svezia; la Danimarca e i Paesi Bassi.

Lo stile non è ancora prodotto in massa al di fuori del Giappone; anche se alcuni piccoli negozi sono stati aperti nel mondo; per esempio a Parigi e San Francisco.

Queste due sottoculture spiccano solo ed esclusivamente per vezzo estetico; non si differenziano per particolari usanze devianti o per l’ opposizione alla culura mainstream: una vera eccezione nel mondo delle culture parallele.

Nicholas Capra

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