Ndrangheta; il consigliere PdL un picciotto

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Un consigliere comunale di Alessandria – Giuseppe Caridi (Pdl) – è stato arrestato stamani nell’ambito dell’operazione ‘Maglio’ contro la ‘ndrangheta nel basso Piemonte. Nel corso delle indagini – hanno riferito i Carabinieri – sono emersi elementi quali il conferimento della dote di ‘picciotto’ con cui era stato ammesso ufficialmente a partecipare alle attività della ‘locale’ guidata da Bruno Francesco Pronesti’. CERIMONIE IN CASA– I Carabinieri; inoltre; hanno documentato che nella sua abitazione fu tenuta la cerimonia di attribuzione della dote di ‘santa’ ad alcuni degli affiliati.Secondo quanto emerso dall’inchiesta dei Carabinieri; vi sono tracce dell’esistenza della ‘locale’ del basso Piemonte da circa un anno. I primi riscontri derivano dalle intercettazioni ambientali effettuate nell’ambito nell’operazione ‘Il crimine’ del luglio scorso dalla Procura di Reggio Calabria; in cui erano rimaste coinvolte 300 persone. In particolare; era stato documentato un incontro avvenuto il 30 agosto 2009 all’interno di un agrumeto di Rosarno (Reggio Calabria) tra il capo della locale ‘crimine’; la ‘ndrina incaricata di eseguire le azioni violente sul territorio; Domenico Oppedisano; e due delle persone arrestate oggi; Rocco Zangra’ e Michele Gariuolo. In quell’incontro era stata ipotizzata la costituzione di una nuova ‘locale’ di ‘ndrangheta; da insediare ad Alba (Cuneo). Proprio in quel frangente era emerso il ruolo di vertice della struttura piemontese di Pronesti’; il quale – da quanto riferiscono gli investigatori – comminava sanzioni agli altri associati a lui subordinati; dirimeva i contrasti interni ed esterni al sodalizio e curava i rapporti con le altre articolazioni dell’organizzazione’. La ‘locale’ fu pero’ poi insediata con centro a Novi Ligure.IL CAPO SOCIETA’– I 19 indagati per associazione di tipo mafioso; arrestati questa mattina in un’operazione dei carabinieri del Ros nelle province di Alessandria; Asti e Cuneo a seguito di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del di Torino; su richiesta della locale Procura Distrettuale Antimafia; sono ritenuti gli esponenti di vertice di proiezioni delle cosche della ‘ndrangheta reggina inPiemonte. Le indagini hanno consentito di documentare le dinamiche associative di alcune ‘ndrine attive ad Asti; Alba (CN) Sommariva Bosco (CN) e Novi Ligure (Al) che; riproducendo il modello organizzativo dell’area calabrese di origine; si collocavano all’interno del locale del ‘bassopiemonte‘ il cui esponente di vertice e’ stato individuato in Bruno Francesco Pronesti’; arrestato. Quest’ultimo; con il ruolo di ‘capo societa”; dirigeva e organizzava il sodalizio assumendo le decisioni piu’ rilevanti; comminando sanzioni agli altri associati a lui subordinati; dirimendo i contrasti interni ed esterni al sodalizio e curando i rapporti con le altre articolazioni dell’organizzazione.

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