Muore in carcere tre giorni dopo arresto. Aveva denunciato pestaggio da agenti

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ROMA – «Mi hanno pestato mentre mi arrestavano: sono stati i poliziotti alla stazione Termini…». L’ipotesi di un nuovo caso Cucchi è stata avanzata ieri dal garante dei detenuti del Lazio; Angiolo Marroni in relazione al caso di un 37enne romano arrestato nella capitale e poi trasferito in un reparto sanitario collegato al carcere «Mammagialla» di Viterbo; dove è deceduto.

Il giallo ha per protagonista Cristian De Cupis; residente alla Garbatella: l’uomo avrebbe denunciato l’aggressione ai medici del pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito; lo scorso 9 novembre. Il giorno dopo De Cupis è stato trasferito in ambulanza nell’ospedale Belcolle di Viterbo che ha un reparto per i detenuti collegato al carcere «Mammagialla»: lì sarebbe stato sottoposto a una serie di accertamenti clinici; compresa una Tac. Il 12 novembre; l’uomo è deceduto. Saranno i risultati dell’autopsia; eseguita lunedì 14 novembre; a chiarire le cause della morte.

Il carcere di Viterbo «Mammagialla»Il carcere di Viterbo «Mammagialla» I familiari «sono stati avvisati dopo la morte di De Cupis – spiega Marroni – e l’autopsia è stata fatta solo con il medico nominato dal Pm». Secondo le notizie raccolte dal garante; due giorni prima del fermo la vittima stava cercando lavoro nel centro di orientamento per gli ex detenuti e i tossicodipendenti: voleva fare il giardiniere. Marroni invita anche la magistratura «a fare al più presto chiarezza». De Cupis; secondo Marroni affetto da diverse patologie; viene arrestato il 9 novembre alla stazione Termini per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Condotto al pronto soccorso del Santo Spirito l’uomo; che aveva delle escoriazioni sulla fronte; avrebbe riferito ai medici di essere stato percosso dagli agenti che lo hanno arrestato. A chi lo ha incontrato nei giorni del ricovero l’uomo è parso a tratti agitato; ma non in condizioni tali da far immaginare gravi problemi di salute. Il 10 novembre era stato anche convalidato il fermo ed erano stati disposti gli arresti domiciliari non appena finita la degenza.

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