Lo sport….e LA TERZA ET

0
268

La pratica dell’attivit fisica nella terza et trova la sua importanza in due punti: togliere le persone anziane dall’isolamento; e permettere loro di conservare o di acquisire una buona forma fisica. Una persona anziana che si allena regolarmente pu; almeno in parte; rallentare il processo di invecchiamento. Risulta essere molto rilevante nella terza et; qualora si voglia praticare regolarmente un’attivit fisica; sottoporsi ad accurate visite mediche preventive e; in seguito; affidarsi a personale qualificato in grado di seguire passo per passo il soggetto anziano durante gli allenamenti. E’ necessario che l’individuo; sia che inizi; sia che abbia gi acquisito una forma fisica di base; si alleni con regolarit. Occorrono almeno due sedute alla settimana con carichi progressivamente crescenti. L’intensit; anche se per brevi periodi; deve essere allenante. E’ opportuno precisare che sufficiente un’interruzione di un paio di settimane per avere regressioni importanti. Gli obiettivi principali devono essere quelli del miglioramento della mobilit articolare; della efficienza muscolare e della capacit aerobica. La forza muscolare pu essere allenata con incrementi che vanno dal 6 al 50%; secondo la tecnica utilizzata; l’impegno; la durata e la frequenza delle sedute. Per quanto riguarda la capacit aerobica invece; il programma deve comprendere esercizi di mobilizzazione lenta associata a stretching statico. Le capacit aerobiche nei soggetti oltre i 55 anni possono migliorare dal 5 al 30%. Molta importanza la deve avere il riscaldamento e la fase di recupero. Si dovr inoltre evitare ogni forma di confronto diretto con soggetti pi giovani o pi allenati a certe situazioni. Infine ricordiamo che sentirsi fisicamente prestanti aumenta l’autostima e la voglia di socializzare; questo grazie al crearsi di un circolo virtuoso: “Mi muovo; frequentando un centro fitness socializzo e mi sento attivo; per sentirmi attivo ed in forma socializzo e socializzare mi fa venire voglia di essere prestante……” A cura di Davide Balduzzi

Print Friendly, PDF & Email