La storia di un cane avvelenato
in Spalto Borgoglio: Sarina

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Nonostante non si conosca la data precisa, si stima che Sarina sia nata nel 2008.
Visse i primi anni della sua vita in Campania, dove probabilmente ebbe un incidente d’auto che lesionò la zampa destra anteriore. Sarina nel 2010 arrivò in Piemonte, presso il Rifugio Il Bau di Alpigano (TO), e l’anno dopo venne adottata da una famiglia alessandrina. E’ sempre stata una cagnolina dolcissima, mansueta e incapace di aggressività. Visse in appartamento, ma durante le uscite la zampa offesa non le permetteva di camminare a lungo, quindi veniva portata nei pressi del luogo di abitazione, e cioè la zona di Spalto Borgoglio vicino agli uffici dell’INPS.

A metà dello scorso settembre Sarina cominciò a stare male. Venne portata subito dal veterinario che iniziò le cure, ma dopo circa una settimana la sua pancia cominciò a gonfiarsi e dagli esami si capì che il suo stomaco era pieno di liquido e che il fegato era compromesso. Le cure non facevano effetto, la situazione peggiorava. Dopo 5 settimane si decise per la biopsia al fegato e, in attesa dei risultati, il 10 ottobre venne operata.
Fu un’altra durissima prova: il giorno dopo fu portata di nuovo d’urgenza in ambulatorio, la tennero lì, ma purtroppo la mattina seguente finì la sua vita.

Dopo una settimana arrivarono, benché ormai inutili, i risultati della biopsia: l’insufficienza epatica era dovuta ad avvelenamento. Lì si capì che Sarina aveva sofferto le pene dell’inferno, perché qualcuno aveva lasciato in giro bocconi avvelenati, nella zona di Spalto Borgoglio. Non c’è alcun buon motivo che giustifichi una tale cattiveria, e chiunque si sia reso protagonista di un atto simile avrà per sempre sulla coscienza Sarina.

P.S.: Il referto del Centro Veterinario Alessandrino di via Amendola 1, in nostro possesso perché fornitoci dai proprietari del cane, recita così in data 18 ottobre 2018: ANAMNESI – “Cane con quadro di insufficienza epatica, profilo coagulativo al limite, ipoproteinemia, ipoalbuminamia, ascite”. DIAGNOSI – “Grave degenerazione microvacuolare epatica, rigenerazione diffusa, minima fibrosi, diffusa colangite ed epatite peribiliare neutrofilica subacuta moderata”. COMMENTO – “Quadro epatico di iniziale cirrosi associato a colangioepatite nautrofilica e degenerazione epatica. Non si esclude una sottostante causa tossica”.

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