La pensione dei giovani? Sar di un quarto pi leggera

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Oggi sono due terzi; domani sarà solo la metà. E’ il rapporto tra il primo assegno previdenziale del neopensionato e il suo ultimo stipendio: una percentuale destinata a scendere pesantemente nel corso degli anni e ad essere solo parzialmente sostituita dalle (eventuali e naturalmente a pagamento) polizze integrative. Le stime; decennio per decennio; sono riportate in un nuovo studio nato dalla collaborazione tra Censis e Unipol. Il dipendente privato che è andato in pensione nel 2008 – per esempio – ha incassato una pensione che vale il 68;7% dell’ultima retribuzione. Suo figlio; invece; quando lascerà il lavoro nel 2040 prenderà solo il 52;4% dell’ultimo stipendio.Intanto; per ora; l’Italia resta; tra i grandi Paesi d’Europa; quello che ha di gran lunga la più consistente quota di spesa pensionistica sul totale delle prestazioni sociali: nel 2008 era al 60;7%; contro il 43% della Germania; il 45;8% della Francia; il 39;7% del Regno Unito e il 39;6% della Spagna. E tra gli obiettivi delle tante riforme previdenziali che hanno caratterizzato il nostro Paese negli ultimi 20 anni c’è naturalmente quello di riequilibrare i conti pensionistici; in un orizzonte che abbraccia tutte le politiche sociali dei prossimi anni.

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