La marcia per la legalit di ‘Libera’ si chiude ad Alessandria

0
303

Poche settimane prima di essere ucciso dalla mafia; in un’intervista a Giorgio Bocca di Repubblica del 10 agosto 1982; il generale Carlo Alberto Dalla Chiesa; premesso che disinteressarsi della mafia è uno sbaglio; spiegava; che “la mafia ormai sta nelle maggiori città italiane dove ha fatto grossi investimenti edilizi; o commerciali e magari industriali. Vede; a me interessa conoscere questa ‘accumulazione primitiva’ del capitale mafioso; questa fase di riciclaggio del denaro sporco; queste lire rubate; estorte che architetti o grafici di chiara fama hanno trasformato in case moderne o alberghi e ristoranti à la page. Ma mi interessa ancora di più la rete mafiosa di controllo; che grazie a quelle case; a quelle imprese; a quei commerci magari passati a mani insospettabili; corrette; sta nei punti chiave; assicura i rifugi; procura le vie di riciclaggio; controlla il potere”. “Ancora oggi la mafia si rifà a questi criteri – ha detto il sindaco Piercarlo Fabbio; accogliendo; questa mattina; nell’androne di Palazzo Rosso i due podisti di ‘Libera’ che hanno chiuso in Alessandria la loro ‘marcia’ per la legalità dopo avere attraversato i 190 centri della provincia – E’ il network; potente e articolato; che va attaccato e; noi; ogni giorno; con la Polizia Municipale forniamo un decisivo contributo al difficile lavoro della Magistratura e delle forze dell’ordine. Il messaggio che mi è stato consegnato è per me un onore; perché è un particolare sistema per accendere le luci su questo fenomeno. Come Comune abbiamo firmato un protocollo d’intesa con la Prefettura per i migliorare i percorsi antimafia; oggi tracciamo tutti i pagamenti dei nostri appalti; fino al più piccolo subappaltatore; anche se i controlli che si mettono in atto spesso scatenano moti di intolleranza da parte del mondo economico. Da qui in avanti occorre però fare qualcosa in più; affinchè le amministrazioni abbiano la capacità di mandare in automatico la struttura; facendo da argine a qualunque tipo di infiltrazione malavitosa”. Intanto il 21 giugno scorso l’Anci Giovani; di cui è membro anche il consigliere alessandrino Emanuele Locci; ha presentato una mozione con cui “non si chiede ai Comuni soltanto di costituirsi parte civile nei processi per mafia; ma li coinvolge nella lotta di tutte le possibili evoluzioni del ‘fenomeno pizzo’. Spesso; dietro le rassicurazioni del mafioso che estorce denaro; si cela il tentativo di ‘infiltrarsi’ nella pubblica amministrazione…”. Un impegno e una sfida; in cui “cercheremo di coinvolgere tutti i sindaci della provincia”; ha sottolineato Fabbio; ricordando anche come continui la collaborazione con l’associazione ‘Percival’ (che fa parte del coordinamento di ‘Libera contro tutte le mafie’) per un mirato progetto di educazione alla legalità nelle scuole; dalla materna alle superiori. “La responsabilità della comunità – ha concluso il primo cittadino di Alessandria – deve essere un valore assolutamente vissuto. Non siamo infatti al riparo da aggressioni nel futuro; ma uniti si può fare e si deve fare tutto quanto in nostro potere; per dimostrarci più forti”.

Print Friendly, PDF & Email