Il discorso di Obama: Concentriamoci sulla costruzione della nostra nazione

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MILANO – America; è tempo di concentrarsi sul nation-building qui a casa» ha detto il presidente degli Stati Uniti; Barack Obama; nel suo discorso alla nazione durante il quale ha annunciato il ritiro delle truppe Usa dall’Afghanistan; dopo dieci anni di combattimenti. Non pattuglieremo le loro strade o le loro montagne a tempo indeterminato. Questa è responsabilità del governo afgano; ha spiegato. I primi 10 mila uomini rientreranno a casa entro la fine dell’anno; altri 23 mila entro la prossima estate e i rimanenti (in tutto sono 100 mila i soldati Usa in Afghanistan); entro il 2014. La nazione; ha ricordato Obama; ha vissuto un «decennio difficile con le guerre in Iraq e Afghanistan. Gli Stati Uniti devono ora adottare un approccio diverso per esercitare il potere militare; quando siamo minacciati; dobbiamo rispondere con la forza. Ma quando questa forza può essere mirata; allora non abbiamo bisogno di costituire grandi eserciti all’estero. I COSTI -Obama ha insistito soprattutto sui costi eccessivi della guerra in Afghanistan; spiegando come negli ultimi dieci anni; abbiamo speso un trilione di dollari; in un momento di debito crescente e di difficile congiuntura economica. È tempo di concentrarsi sulla costruzione della nazione (nation-building); qui a casa. I conflitti in Iraq e Afghanistan; ricorda Bloomberg; sono costati la vita a 6.089 persone e più di 1 miliardi di dollari; secondo le cifre del Dipartimento della Difesa. Questo calcolo non include più di 100 miliardi di dollari che il Pentagono elenca come spese non connesse con la guerra; come per esempio i costi legati all’intelligence o i pagamenti delle cure e delle invalidità per i 44.266 veterani che sono stati feriti in queste due guerre. Il bilancio fiscale 2011 del governo include 113;5 miliardi dollari per le operazioni in Afghanistan; contro i 56;1 miliardi dollari nel 2009; e 45;8 miliardi dollari per l’Iraq. LE REAZIONI -Il primo ministro britannico; David Cameron; si è detto interamente d’accordo con il presidente degli Stati Uniti Barack Obama per il mantenimento di una pressione continua sugli insorti afgani a dispetto di una consistente riduzione delle truppe. Il primo ministro australiano Julia Gillard ha dichiarato che le truppe australiane resteranno in Afghanistan fino al 2014; così come previsto dal programma della Nato. I TALEBANI -Che vi sia una forza grande o piccola; noi continueremo la nostra jihad (guerra santa) fino a che l’ultimo soldato straniero non avrà abbandonato la nostra terra. La riduzione delle forze americane in Afghanistan non è la soluzione del problema ha riferito all’Ansa il portavoce dei talebani afghani Zabihullah Mujahid. Secondo Mujahid nella sostanza gli americani non hanno alcuna intenzione di lasciare l’Afghanistan. Da una parte infatti; gli Usa annunciano una riduzione del numero delle loro truppe; mentre dall’altra cercano di realizzare investimenti a lungo termine e di ottenere la costituzione di basi militari.

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