Hacker; universit sotto attacco

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MILANO- Dal Politecnico di Milano alla Bocconi. Passando per le università di Bologna; Pavia; La Sapienza e Torino. Il sistema informatico di diciotto atenei italiani è stato attaccato nella notte dagli hacker che hanno rubato indirizzi email; password; codici fiscali di professori e studenti. Tutti i dati sono poi stati messi in rete su file scaricabili da torrent Monova e filesharing Mediafire. TWITTER-La rivendicazione è arrivata su Twitter dall’account LulzStorm. Questo è un grande giorno per tutti noi e uno pessimo per le università italiane i loro siti sono pieni di debolezze. Alcuni di loro pensano di essere sicuri […] Voi; italiani; date tutti i dati a questi idioti? È uno scherzo? Cambiate le password; ragazzi. Cambiate il concetto di sicurezza; università. Avremmo potuto diffondere molti più dati; avremmo potuto distruggere database e il vosto network. Eravate pronti a questo?. La polizia postale sta indagando sulla vicenda. L’attacco arriva ilgiorno dopo l’arresto di cinque Anonymous italiani. La notizia è stata data anche daPunto Informatico. GLI ATENEI- Intanto le università corrono ai ripari. Dalla Bicocca fanno sapere che il sistema di autenticazione non è stato violato. L’attacco riguarderebbe il sito della facoltà di Psicologia che è gestito in outsourcing; hanno preso indirizzi email e nominativi. Ancora non è chiaro quale sia lo scopo. Situazione simile a Bologna. Anche qui l’ateneo spiega che sono informazioni molto generiche sulla didattica e sono state prese dal sito di un dipartimento ormai poco utilizzato. E non solo: Le password che appaiono nel file degli hacker; che in qualche caso sono state decodificate; non sono quelle istituzionali. Luigi Frati; rettore de La Sapienza aggiunge che l’attacco è stato respinto. E i dati rubati non sono rilevanti. Sarà; ma secondo l’avvocato Antonino Polimeni; esperto di diritto informatico; la vicenda è grave. Tanto che gli studenti potrebbero ottenere un risarcimento per i danni derivati alle scarse misure di sicurezza adottate dalle università. Nel frattempo gli hacker annunciano che non finisce qui: Questo è solo l’inizio.

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