Dalla grandine danni irreversibili: le preoccupazioni maggiori sono per il mais e per il grano

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Alessandria e provincia conta i danni procurati dalla violenta grandinata che ha colpito il territorio nella notte tra sabato e domenica causando diversi disagi alla circolazione locale.
La grandezza e la persistenza dei chicchi di grandine hanno permesso che il paesaggio notturno si imbiancasse nel vero senso della parola, con diversi mucchi di ghiaccio che si sono accumulati sulle strade con circa 5-6 centimetri di spessore.
Diverse auto parcheggiate in strada sono rimaste ammaccate e numerose le chiamate ai vigili del fuoco.
La grandinata ha provocato numerosi danni all’agricoltura.
“La zona più colpita è stata quella di Alessandria: al momento le preoccupazioni maggiori sono per il mais appena nato e per il grano in fase di fioritura. – affermano il presidente e il direttore della Coldiretti alessandrina Roberto Paravidino e Simone Moroni – La grandine ha colpito la provincia a macchia di leopardo. In questa fase stagionale è, infatti, proprio la grandine la più temuta dagli imprenditori agricoli che rischiano di perdere l’intero raccolto dopo che le precipitazioni record della primavera hanno reso difficoltose le semine e i trapianti per tutte le colture, dal mais al pomodoro alle verdure. A preoccupare sono anche gli effetti che i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare sulla stabilità idrogeologica dei terreni con frane e smottamenti in un Paese come l’Italia dove il territorio di sette comuni su dieci è a rischio frane o alluvioni”.
Solo nelle prossime ore sarà possibile una prima valutazione dei danni che si sommerà alle difficoltà ed ai ritardi, almeno cinquanta giorni in media, delle operazioni colturali che quest’anno si sono registrati a causa dell’intenso periodo di piogge che sta caratterizzando la provincia alessandrina.
“Unico dato positivo il fatto che – concludono Paravidino e Moroni – la situazione di piogge prolungate consente di ricaricare le falde ed i bacini e dovrebbe quindi essere scongiurato il rischio della siccità estiva nei mesi di luglio ed agosto quando si concentra la domanda di acqua per la crescita delle colture”.

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