Brevi di cronaca

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  Castellazzo Bormida.

I Carabinieri della Stazione di Castellazzo Bormida hanno denunciato per furto aggravato e tentato furto aggravato di gasolio agricolo sei cittadini italiani della provincia di Alessandria, di età compresa tra i 29 e i 48 anni, tutti pregiudicati. I fatti avvenivano nelle campagne di Castellazzo Bormida e Casal Cermelli, tra l’inizio di luglio e i primi di agosto di quest’anno quando i militari del posto mettevano fine ai furti con un servizio di appostamento, servizio che permetteva di arrestare due persone in flagranza durante la commissione del furto di gasolio. L’arresto portava alla condanna dei due a un anno di reclusione. Però erano stati numerosi i furti di gasolio, tra luglio e il giorno dell’arresto, da quel trattore agricolo usato come forza motore per alimentare una pompa dell’impianto di irrigazione dei campi circostanti e dai trattori agricoli di altre cascine della zona, provocando un danno agli agricoltori di circa 8000 euro. I militari avevano quindi sospettato che i due arrestati facessero parte di una banda dedita a questi furti, perché un imprenditore agricolo, il 7 agosto, aveva sorpreso dei ladri mentre alle 05.00 di mattina rubavano del gasolio agricolo.  I ladri, in due, erano scappati ma li aveva inseguiti per un tratto ed era riuscito a prendere anche la targa del veicolo su ci erano saliti per darsi alla fuga, ovvero un furgone guidato da un terzo complice. Partendo da quella targa, i militari scoprivano chi era il proprietario, un noto pluripregiudicato, e tutti gli utilizzatori del mezzo, anche loro pluripregiudicati, e preparavano un fascicolo fotografico con le immagini di persone che potevano avere utilizzato quel furgone, mostrandole alla vittima che riconosceva con sicurezza i due uomini che aveva sorpreso a rubare il gasolio. Inoltre, i militari estrapolavano i filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nelle strade vicine ai luoghi dei furti e, analizzando gli elenchi dei passaggi delle auto, scoprivano che quel furgone, le auto dei due che erano stati arrestati ad agosto e le auto degli altri componenti del gruppo erano più volte transitate nelle strade che conducono alle aziende agricole, proprio negli orari in cui erano stati commessi i furti denunciati ai carabinieri. Inoltre durante i furti erano stati lasciati tubi in gomma e taniche identici a quelli utilizzati dai ladri arrestati a inizio agosto, elementi che accomunavano tutti i furti e facevano ritenere che fossero tutti ad opera della stessa banda. Venivano quindi tutti denunciati all’Autorità Giudiziaria e venivano richiesti i decreti di perquisizione per ricercare tracce o cose che potessero ricondurre ai furti in questione. Ottenuti i decreti dall’Autorità Giudiziaria, tali perquisizioni venivano effettuate la mattina del 7 settembre quando 20 uomini della Compagnia di Alessandria, con l’aiuto di uomini giunti da Tortona e Novi Ligure, davano esecuzione ai decreti, controllando le case e tutti i luoghi in uso ai sei indagati. E al termine delle perquisizioni, a uno di loro venivano trovati in casa dieci grammi di hashish e un bilancino elettronico, motivo per cui veniva denunciato all’Autorità Giudiziaria per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti. Mentre altri tre venivano denunciati per ricettazione perché trovati in possesso di parecchio materiale rubato. A uno di loro venivano trovati cavi elettrici in rame e telefoni rubati in una ditta di Bosco Marengo, tubi in gomma identici a quelli usati durante i furti, imbuti sporchi di gasolio e altro materiale. A casa e in auto di un altro venivano trovato numerosi gettoni di un autolavaggio che aveva subito vari furti tra fine luglio e inizio agosto. Mentre a casa di un altro componente del gruppo venivano trovate numerose cassette per attrezzi e altro materiale, quasi tutto risultato rubato presso una ditta di Bosco Marengo e durante un furto avvenuto a metà luglio in un’abitazione di Frugarolo. La droga e la refurtiva venivano quindi sequestrate e i quattro venivano nuovamente denunciati.Fotografia - Refurtiva (2)

Fotografia - Refurtiva (1)

   
  Alessandria.

I Carabinieri della Stazione Alessandria Cristo hanno denunciato per furto con destrezza una cittadina rumena di 23 anni, senza fissa dimora e pregiudicata, già denunciata recentemente per due furti analoghi. La donna veniva individuata come l’autrice del furto, avvenuti i primi giorni di luglio, nei confronti di un uomo che la donna aveva avvicinato con delle scuse. In particolare, l’uomo denunciava che quella mattina, intorno alle 12.30, mentre in frazione Valle San Bartolomeo era alla guida di una bicicletta, veniva avvicinato da una donna che non conosceva e che lo intratteneva con delle lusinghe e proposte a sfondo sessuale, appoggiandosi anche sulla spalla dell’uomo. L’uomo, infastidito dall’invadenza della donna, rifiutava categoricamente e la allontanava e la giovane ragazza a quel punto andava via velocemente. L’uomo, una volta giunto a casa, si accorgeva di non avere più una collana d’oro che portava al collo e che la donna le aveva sfilato quando si era appoggiata. L’uomo presentava quindi la denuncia e i militari del Cristo, che avevano già individuato la donna come l’autrice di due furti analoghi, preparavano un fascicolo fotografico che mostravano alla vittima del furto, il quale riconosceva proprio la 23enne come l’autrice del fatto, venendo quindi denunciata all’Autorità Giudiziaria.

   
  Bassignana.

I Carabinieri della Stazione di Bassignana hanno denunciato per guida in stato di ebbrezza un  cittadino italiano di 40 anni, residente in provincia di Alessandria, pregiudicato. L’uomo veniva fermato alle 02.00 circa dell’8 settembre a Bassignana sulla SP 78 alla guida di un’auto di proprietà di altra persona. Viste le sue condizioni fisiche, veniva sottoposto al test dell’etilometro che accertava un tasso alcolemico di circa 2,40 g/l, quasi cinque volte il limite consentito dalla legge. Per lui la denuncia all’Autorità Giudiziaria, la patente veniva ritirata e il suo mezzo veniva affidato a persona in grado di guidare.

   
  Bosco Marengo.

I Carabinieri della Stazione di Bosco Marengo hanno denunciato per porto abusivo di oggetti atti ad offendere un cittadino dominicano di 41 anni, residente in provincia di Alessandria e pluripregiudicato. Una pattuglia alle 10.00 circa dell’8 settembre controllava sulla SP 181 di Bosco Marengo un’auto con alla guida l’uomo. Il 41enne aveva un atteggiamento apparso ai militari nervoso e sospetto. Veniva quindi perquisito estendendo la perquisizione al veicolo e trovando in un vano portaoggetti dell’abitacolo un coltello artigianale della lunghezza di 19 centimetri, di cui non sapeva giustificare il possesso. Il coltello veniva sequestrato e l’uomo veniva denunciato all’Autorità Giudiziaria per il porto abusivo dell’arma da taglio.

   
  Solero.

I Carabinieri della Stazione di Solero hanno denunciato per possesso abusivo di chiavi alterate o grimaldelli una cittadina italiana di 32 anni, residente in provincia di Pavia e pluripregiudicata. Una pattuglia alle 15.00 circa del 6 settembre controllava sulla SP 10, nei pressi di Felizzano, un’auto con due donne a bordo perché il veicolo procedeva a bassissima velocità nei pressi di alcune abitazioni isolate, facendo sorgere il sospetto che volessero tentare furti o truffe. Fermate, le due donne non fornivano una motivazione plausibile della loro presenza in zona e i militari procedevano a controllare il loro veicolo e le loro borse. Durante l’ispezione i militari notavano che una delle due aveva l’impugnatura di un arnese metallico che fuoriusciva dal reggiseno. A richiesta, la 32enne consegnava l’arnese, risultato essere un tronchesino spesso utilizzato nei negozi per tagliare le placche antitaccheggio, di cui la donna non sapeva giustificare il possesso. L’oggetto veniva sequestrato e la donna veniva denunciata all’Autorità Giudiziaria per il possesso abusivo dello strumento.

   
  Solero.

I Carabinieri della Stazione di Solero hanno denunciato per falsità materiale del privato un cittadino rumeno di 30 anni, residente in provincia di Asti. L’uomo veniva fermato alle 17.00 del 9 settembre ad Alessandria in frazione Astuti alla guida di un’auto di sua proprietà e con targa bulgara. I militari si insospettivano del  fatto che un cittadino rumeno fosse possessore di auto con targa bulgara e approfondivano gli accertamenti. L’uomo mostrava quindi i documenti del mezzo che non erano in regola perché la revisione era in corso di validità, secondo quanto riportato sul documento, ma in realtà l’ultima revisione era scaduta tempo prima ed era stata falsificata mediante alterazione del documento al fine di modificarne la data della scadenza. Infatti, il tagliando e la card di revisione erano palesemente contraffatti sui caratteri di microscrittura ed ologrammi. Il tagliando e la card revisionale sono stati posti sotto sequestro e per l’uomo è stata elevata una pesante sanzione amministrativa per omessa revisione del veicolo che l’uomo pagava in contanti come previsto per chi è alla guida di veicoli con targa straniera. Veniva quindi denunciato all’Autorità Giudiziaria per falsità materiale commessa dal privato in certificati e autorizzazioni amministrative e il veicolo veniva sospeso dalla circolazione fino all’effettuazione di una regolare revisione da svolgere presso le competenti autorità bulgare.

   

 

 

 

Compagnia Carabinieri di Novi Ligure:
 
  Capriata d’Orba.

I Carabinieri di Capriata d’Orba, impiegati in un servizio di controllo del territorio coordinato dalla Compagnia di Novi Ligure, hanno tratto in arresto un 26enne di Serravalle Scrivia, resosi responsabile di minaccia, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale.

L’uomo, con precedenti per reati simili, è stato fermato in occasione di un posto di controllo a Novi Ligure, per un sorpasso azzardato. Al ragazzo sarebbe stata contestata una sanzione di poche decine di euro ma, senza sentire ragioni, è andato in escandescenza e si è scagliato contro i Carabinieri, minacciandoli ripetutamente e tentando di riprendersi i documenti per sottrarsi al controllo.

Ho perso la ragione”, ha spiegato poi in caserma, scusandosi con i militari.

Dopo l’arresto, convalidato, è stato disposto in via cautelare l’obbligo di firma, fino alla data del processo.

   
  Novi Ligure.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Novi Ligure hanno tratto in arresto due uomini di nazionalità marocchina resisi responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti.

Il primo dei due, Safoine KAMAL EL IDRISSI, di 31 anni, già noto ai militari operanti che lo avevano tratto in arresto da poco tempo, e residente a Novi Ligure, era stato notato nei pressi di un vecchio stabile di via Stefano Canzio, dove, come anche segnalato da alcuni privati cittadini, si verificava da qualche tempo un via vai di giovani non noti come residenti in zona.

Dopo mirati servizi, i militari hanno notato che il trentunenne marocchino arrivava in scooter e occultava qualcosa all’interno di una cassetta del gas posta a ridosso del predetto stabile, verificato poi essere sostanza stupefacente di tipo cocaina. È stato accertato quindi che il via vai era presumibilmente dei suoi acquirenti, uno dei quali è stato fermato e ascoltato dai militari. L’uomo ha ammesso di essersi recato dove il cittadino marocchino gli aveva indicato ed avere effettivamente acquistato da lui lo stupefacente.

I militari hanno quindi tratto in arresto il cittadino marocchino che, condotto in caserma, è stato trovato in possesso di numerose banconote di diverso taglio, per un totale di 220 euro, poste sotto sequestro perché ritenute guadagno dell’attività illecita.

L’uomo, processato sabato per direttissima, si trova attualmente in carcere ad Alessandria, in attesa di essere sottoposto agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.Fotografia - Luogo occultamento via Canzio

 

Fotografia - Cassetta gas utilizzata per occultamento

   
  Novi Ligure.

Su ordine del Tribunale di Alessandria, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Novi Ligure hanno condotto in carcere, in stato di arresto, Dahane Imad, cittadino marocchino di 25 anni, già indagato dagli stessi militari per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti nell’ambito di un’articolata indagine, denominata convenzionalmente “Stelvio”, che aveva portato, a ottobre e a dicembre del 2016, al rinvenimento di grossi quantitativi di stupefacente. Le indagini dei militari, focalizzate sulla sua condotta, hanno fatto sì che la magistratura alessandrina gli comminasse la misura della custodia cautelare in carcere per il pericolo di reiterazione del reato.

 

   

 

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