Alla ricerca del tempo perduto

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Dopo la magnifica esperienza a Portorico erano cambiate molto le mie conoscenze musicali. Termini come che “ballare en clave” o “ballare sul 2” erano sconosciuti dieci anni fa nella provincia alessandrina e; pertanto; dai primi di settembre del 1999 non esitai ad iscrivermi presso la scuola di ballo Rica Salsa Dancers di Milano del maestro e coreografo Claudio Fregata; alla ricerca del ‘tempo’ perduto.La salsa il ballo caraibico pi diffuso; ma parlare della sua sezione ritmica risulta un argomento noioso; in quanto il ballo ritenuto da molti ballerini una semplice esecuzione di passi e fi gure; magari fatte bene; indipendentemente dal tempo. Musicalmente parlando la salsa un tempo quaternario; ovvero un 4/4. La “clave”; che la struttura ritmica sulla quale si basa ogni composizione salsera; si scrive; per una facilit di lettura; su due battute. Per questo motivo si conta la musica dall’uno all’otto. Semplifi cando al massimo il discorso ci sono due modi di ballare la salsa: “a tempo” (sulla melodia della canzone) oppure “in controtempo” (sulla ritmica della canzone). Ballare “a tempo” signifi ca marcare i tempi forti della musica; viceversa “in controtempo” marchiamo i tempi deboli. Strani concetti per qualcuno; ma; in pratica; chi ha il cosiddetto orecchio musicale sente; in modo naturale ed istintivo; i tempi forti; che sono il primo; il terzo; il quinto ed il settimo. Il tempo pi forte in assoluto il primo e; pertanto; se si vuole ballare correttamente sulla melodia; bisogna entrare su questo. Se vogliamo; al contrario; ballare “in controtempo”; si deve fare una pausa sul primo tempo per entrare direttamente “in levare”; ovvero sul secondo tempo della musica. Di fatto; tutti i balli di origine afro-cubana nascono “in controtempo”; seguendo le percussioni che scandiscono i tempi “deboli” della musica. Seguire le percussioni un’attitudine tipica dei ballerini di origine africana; che deriva dalle musiche tribali dove i tamburi scandivano ogni movimento. Un espressione tipica di Portorico “bailar en clave”; che equivale a dire che il ballerino entra sempre sul doppio colpo secco di clave; preceduto da una pausa; cio sul secondo tempo della musica nel caso di clave 2/3 e sul sesto tempo nel caso di clave 3/2. A Cuba invece; per sottolineare l’importanza della struttura ritmica della musica si dice “sin clave no hay son” (senza clave non esiste il son); e; per chi non lo sapesse; il ‘son’ considerato il padre della salsa!! Qualche nozione su un argomento complicato; per stuzzicare la conoscenza dei ballerini… Andrea ‘il geometra della salsa’

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