ALESSANDRIA: Un ragazzo su cinque che frequenta le scuole medie cittadine ha problemi di bullismo con i coetanei

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La situazione non è delle migliori: i ragazzi di oggi hanno problemi di bullismo e chiedono maggior protezione da parte delle Forze dell’Ordine. Sono i risultati di un’indagine effettuata dalla Questura di Alessandria nell’ambito del progetto ”Un seme per la Legalità”; rivolto agli studenti delle scuole medie inferiori che sono stati presentati stamattina durante una conferenza stampa. Si tratta della quarta edizione del progetto iniziato a gennaio e curato dall’Ufficio del Poliziotto di Quartiere; che ha coinvolto una decina di Istituti Scolastici e complessivamente circa 2.000 studenti delle scuole medie della zona. I risultati sono preoccupanti ed emergono da un questionario distribuito a tutti gli studenti; ma soprattutto dai colloqui che gli operatori di Polizia hanno avuto con gli studenti: “circa un quinto dei ragazzi che frequentano la prima e la seconda media delle scuole di Alessandria – ha detto l’ispettore capo Bruna Villa; una delle curatrici del progetto – ha segnalato casi di bullismo; episodi che avvengono lontano dagli occhi degli insegnanti; magari in bagno della scuola o negli spogliatoi delle palestre durante le ore di educazione fisica.” La situazione riguarda soprattutto i ragazzi che frequentano la prima e la seconda media nelle scuole di periferia piuttosto che quelle situate nel centro cittadino. I questionari consegnati ai duemila ragazzi erano diversi per cui non è stato possibile stilare delle percentuali precise. “Le prime domande però – conclude l’ispettore Villa – erano uguali per tutti i ragazzi e da queste è emersa una situazione omogenea che vede; nei ragazzi di oggi; un aumento del bisogno di protezione da parte delle forze dell’ordine. Chiedono una maggior presenza anche all’entrata ed uscita da scuola.” “Il bullismo – aggiunge il capo di gabinetto della Questura di Alessandria Atos Vecchi – è stato l’argomento affrontato quest’anno con particolare attenzione ai pericoli connessi all’utilizzazione di internet e dunque ai fenomeni di cyberbullismo. Grande rilievo è stato posto sull’utilizzazione dei socialnetwork: abbiamo spiegato ai ragazzi i comportamenti errati che non bisogna avere in Internet e quanto sia sbagliato utilizzare Facebook modificando la data di nascita. Abbiamo notato che già ad 11-12 anni i ragazzi iniziano a percepire forme di disagio. Di qui la necessità di avere una maggiore presenza delle forze dell’ordine nei luoghi da loro frequentati; perché vogliono sentirsi più al sicuro di come non si sentono ora.” Un altro dato interessante riguarda i social network che sono lo strumento più utilizzato per comunicare: ne fa uso il 90% degli studenti già in prima media.”

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