Le ortensie e i giardini di un tempo

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“Se sentirai ancora il mio canto portato dalle correnti, verrà per trovare un ricordo insieme all’odore di ortensie”…

L’estate è al suo inizio, e passeggio nel mio giardino, già oppresso dall’afa, cullata dalle parole della canzone di Roberto Amadè, L’odore di ortensie. L’ortensia era una pianta molto diffusa negli angoli verdi di un tempo: rivale della Rosa, veniva, infatti, chiamata “La Seconda Regina del Giardino”. Il suo nome deriva dal naturalista Philibert Commerson, che la introdusse in Europa nel XVIII secolo, reduce da un viaggio in Cina insieme al navigatore Louis Antoine de Bougainville. Commerson, innamoratosi di Hortense Lapeaute, moglie dell’astronomo Jérôme La Lande, romanticamente scelse di battezzare la pianta con il nome dell’amata.

L’Ortensia si presenta come un arbusto con fitti rami, alto da uno a due metri. I fiori fertili sono centrali, quelli sterili si trovano invece ai bordi e sono di svariati colori, dall’azzurro/blu dei terreni molto acidi (con PH compreso fra 5,00 e 5,5) al rosso/malva di quelli neutri (PH fra 5,5 e 6,5) sino al rosa dei terreni più alcalini(PH fra 6,5 e 7,00). Questa pianta può venire coltivata in vasi capienti oppure in piena terra con ottimi risultati, purché le si assicuri, durante l’estate, una collocazione a mezz’ombra, in modo che il sole cocente non ne danneggi il fogliame.

Il nome Ortensia associato a una persona indica un carattere freddo e scostante, ma anche idealista e sognatore (con riferimento al segno zodiacale dei Pesci). Celebre è l’Ortensio della commedia cinquecentesca La Bisbetica Domata di William Shakespeare.
L’onomastico di chi porta questo nome cade l’undici di Gennaio, in onore di Sant’Ortensio Vescovo.

Barbara Rossi

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