Sicilia: la più “verde”

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PRODOTTI-BIO-02Con “prodotti bio” si fa riferimento a quella tipologia di alimenti che, durante tutte le fasi della lavorazione, subiscono l’interazione con sostanze esclusivamente naturali. Non vengono utilizzati, quindi: diserbanti, fertilizzanti, prodotti medicinali, conservanti chimici e fitofarmaci.
Gli ultimi dati relativi al bio nel mondo, presentati al Biofach, il Salone Leader Mondiale degli Alimenti Biologici, affermano che l’Italia è il paese leader mondiale per l’esportazione di prodotti biologici. Secondo l’Organic Monitor, la società di ricerche di mercato, il commercio globale dei prodotti bio, nel 2013, ha raggiunto i 72 miliardi di dollari, che corrispondono a circa 55 miliardi di euro. Per la prima volta, quell’anno, sono stati pubblicati anche i dati relativi alla Cina, che, con 2,4 miliardi di euro, si classifica al quarto posto dopo Usa, Germania e Francia.
I paesi con il più alto numero di produttori, invece, sono l’India, l’Uganda e il Messico.
Per quanto riguarda le superfici di terreno coltivate, l’Italia è al sesto posto mondiale e segue la Spagna, la Cina, gli Usa, l’Argentina e l’Australia.
Ma quali sono gli alimenti che vale la pena acquistare biologici?
Tra i cibi che sono contaminati con il più alto livello di residui antiparassitari, troviamo: mele, pere, pesche, ciliegie, patate, uova, fragole, spinaci, lattuga, peperoni dolci, sedano e nettarine (conosciute anche come “pesche noci”). Tra gli alimenti che subiscono meno contaminazione, benché essi non siano bio, si trovano: cipolle, banane, kiwi, broccoli, asparagi e cavoli.
Con un’incidenza del 9,5% della spesa totale che gli italiani effettuano nel settore bio, le uova sono l’alimento più acquistato.
Dal Sinab (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica) emergono i dati di “Bio in cifre” del 2014. La regione italiana più bio risulta essere la Sicilia, con un totale di circa 10’000 operatori, contro la novantina della Valle d’Aosta.

Giada Guzzon

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