La coltura biodinamica

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La coltura biodinamica parte dalla filosofia, dal pensiero armonico e l’equilibrio tra cielo e terra e non va confusa con il biologico, infatti, le aziende biodinamiche certificate sono poche. Attraverso l’agricoltura biodinamica si ritiene che le piante si esprimano al meglio . Per esempio per quanto riguarda il vino, nelle vigne, si fa un uso limitato e rispettoso dei trattori, é bandita la chimica dei fitofarmaci, si evidenziano le giuste connessioni fra il cielo ed il terreno. Invece di combattere le malattie si innescano meccanismi per creare salute: un cibo che non sia semplicemente una lista di componenti minerali più o meno complessi ma un complesso organico di correnti e di flussi energetici che, come possono essere buoni e idonei a mantenerci sani possono essere altrettanto concausa di danni irreversibili per l’organismo. I prodotti da agricoltura biodinamica sono dal punto di vista alimentare estremamente più ricchi. Sono alimenti che provengono da terreni in stretta connessione con l’ambiente e energeticamente hanno una valenza maggiore non fatta di semplice composizione chimica. L’aspetto caratteristico del vino biodinamico è dato dal legame con la terra, dalla ricostituzione della fertilità del terreno e, quindi, dalle tecniche di coltivazione. Queste ultime sono molto particolari e caratteristiche esclusivamente di questa tecnica di produzione. Si propone un’enologia che “utilizzi tecniche come il raffreddamento delle vasche, il controllo delle fermentazioni tramite la temperatura e che non stravolga il mosto” . La vinificazione deve tenere conto delle posizioni dei pianeti e la fase della luna. La vendemmia va fatta esclusivamente a mano; per il confezionamento, vanno privilegiati imballaggi riciclabili. Sono ammessi il vetro, i tappi di sughero naturale marchiati soltanto a fuoco e la cera.
Con la coltura biodinamica, il gusto ci guadagna.

Fausta Dal Monte

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