Sono gli agrichef a spiegare i segreti delle perfette bugie di Carnevale

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Storico ritorno della cucina fatta in casa per 4 famiglie su 10 che riscoprono le specialità tradizionali soprattutto durante le feste.

Sono gli Agrichef a spiegare i segreti delle frappe perfette: preparazioni e degustazioni fra specialità della tradizione contadina e antiche ricette protagoniste delle tavole da nord a sud del Belpaese.

Nella settimana di Carnevale vengono consumati circa 12 milioni di chili di dolci tipici. E se prodotti già pronti si possono trovare un po’ ovunque, dalle pasticcerie, ai fornai ai supermercati, il 41% delle famiglie preferisce però prepararli in casa anche perchè il costo non raggiunge i 5 euro al chilo contro una spesa dai 15 ai 30 euro, con picchi anche di 65 euro, nei forni e nelle pasticcerie.

Inoltre cucinare in casa permette di vivere il piacere di un momento insieme con i figli esprimendo la propria creatività personale con dolci da offrire a parenti e amici, usando ingredienti semplici come farina, zucchero, burro, miele e uova che possono essere acquistati anche nei mercati degli agricoltori.

Una frappa di Carnevale garantisce un’iniezione media di energia di circa 47 calorie che servono a celebrare una tradizione della campagna che un tempo segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi. E in passato i pranzi di Carnevale erano ricchi di portate anche perché si usava consumare tutti quei prodotti della terra che non si potevano conservare a lungo considerato l’arrivo del digiuno quaresimale che scatta il mercoledì delle ceneri.

La leggenda racconta che le prime frappe siano nate ai tempi dell’antica Roma con il nome di “frictilia” ed erano realizzate con un impasto di farina e uova che veniva steso, tagliato e fritte nello strutto bollente e mangiate durante le feste, soprattutto nel periodo invernale. Un’altra storia racconta invece che a inventarle fu un cuoco napoletano per una regina di casa Savoia al quale la nobildonna, che stava conversando con degli ospiti, disse di avere un languorino e allora lo chef si inventò questo dolce rapido da consumare fra una chiacchierata e l’altra.

“Una festa, quella del Carnevale –afferma Coldiretti Alessandria – che prende le mosse proprio dalla tradizione della campagna, dove segnava il passaggio tra la stagione invernale e quella primaverile e l’inizio della semina nei campi che doveva essere festeggiata con dovizia. I banchetti carnevaleschi sono molto ricchi di portate perché, una volta in questo periodo si usava consumare tutti i prodotti della terra, non conservabili, in vista del digiuno quaresimale”.

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