Venerdì 23 agosto, 235° giorno
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Il cuneese Bartolomeo Vanzetti e il foggiano Nicola Sacco all'epoca del processo

FRASE DEL GIORNO La maggior parte di noi nasce con l’aiuto del medico e muore allo stesso modo. (George Bernard Shaw) 

SANTI DEL GIORNO – Santa Rosa da Lima (Vergine, protettrice di giardinieri e suore domenicane), San Flaviano (o Flavio) di Autun (Vescovo), San Giustiniano (Stintan) di Ramsey (Eremita e Martire), San Lupo (Luppo, Martire), San Zaccheo (Vescovo di Gerusalemme).

EVENTI DEL GIORNONel 1904 Weed brevettò le catene da neve. Nei primi decenni di vita dell’automobile si viaggiava tutt’altro che sicuri, in particolari condizioni atmosferiche e su terreni instabili. Osservando i disagi degli utenti della strada alle prese con superfici ghiacciate o invase dal fango, l’americano Harry D. Weed di Canastota (New York) cominciò a lavorare a una soluzione efficace. Vista la scarsa praticità del sistema di funi adottato fino a quel momento, escogitò un sistema di grip flessibile e facile da smontare: in pratica una rete di anelli metallici da avvolgere attorno agli pneumatici. Nacquero così le “catene da neve”, il cui brevetto venne rilasciato a Weed il 23 agosto del 1904. 
Nel 1927 Sacco e Vanzetti vennero giustiziati. Alle 00.19, nella prigione di Charlestown (vicino Boston), Nicola Sacco venne giustiziato sulla sedia elettrica. Alle 00.26 la stessa sorte toccò al suo amico Bartolomeo Vanzetti. Tutto iniziò con una serie di attentati di matrice anarchica, contro cui l’amministrazione del presidente Wilson rispose con una dura repressione nei confronti della “sovversione”. Nick e Bart, come li chiamavano gli yankees, finirono vittime di questo clima: arrestati il 5 maggio 1920, furono accusati della rapina al calzaturificio “Slater and Morril”, in cui rimasero uccisi il cassiere e una guardia giurata. La confessione del detenuto portoricano Celestino Madeiros, che li scagionò totalmente, non evitò la sentenza di morte e a nulla servirono le iniziative del governo italiano, compreso l’intervento di Benito Mussolini che definì “pregiudizialmente prevenuto” il tribunale americano, e gli appelli di famosi intellettuali come Albert Einstein e George Bernard Shaw. A 50 anni esatti dalla loro morte, il 23 agosto 1977, Michael Dukakais, governatore del Massachussets, riconobbe ufficialmente gli errori commessi nel processo e riabilitò completamente la memoria di Sacco e Vanzetti. La vicenda ispirò il film omonimo, diretto da Giuliano Montaldo, passato alla storia soprattutto per la colonna sonora firmata da Ennio Morricone e da Joan Baez, la cui “Here’s to you” diventò un inno generazionale.
Nel 2004 sbarra d’oro per Igor Cassina. Il ginnasta italiano conquistò, per la prima volta, la medaglia d’oro nella ‘sbarra’ alle Olimpiadi di Atene 2004.

NATI DEL GIORNO – Giuseppe Meazza (1910-1979), Italia, ex calciatore e allenatore.  Nato a Milano e morto a Rapallo, giocò con Inter, Juventus, Varese, Atalanta negli anni ’30 e ’40 (512 presenze e 316 gol). A lui è intitolato lo Stadio di Milano. Con l’Inter vinse 2 scudetti e 1 Coppa Italia mentre in Nazionale (53-33) fu campione del mondo ’34 e ’38.
Gene Kelly (1912-1996), Usa, attore. Nato a Pittsburgh (Pennsylvania), vero nome Eugene Curran Kelly, fu anche ballerino e coreografo di musical. Fin dal primo film “For Me and My Gal” (’42), accanto a Judy Garland, si presentò come talento della danza, unendo alle doti atletiche quelle canore e recitative. Nel ’46 sfiorò l’Oscar come miglior attore protagonista in “Due marinai e una ragazza”, insieme a Frank Sinatra. L’agognata statuetta gli venne assegnata alla carriera nel ’52: a convincere la giuria di Los Angeles fu il film “Un americano a Parigi”, ma il suo capolavoro arrivò l’anno dopo con l’indimenticabile performance in “Singin’ in the Rain”, che lo rese immortale nella storia del musical.
Rita Pavone (1945), Italia, cantante. Nata a Torino, chiamata ‘pel di carota’ per il colore rosso dei capelli, partecipò al Festival degli sconosciuti dove Teddy Reno la notò e la lanciò sulla scena musicale. I successi cominciarono a 17 anni con “La partita di pallone”, cui seguirono “Come te non c’è nessuno”, “Datemi un martello”, “Alla mia età”, “Sul cucuzzolo”. Fece anche la show-girl, spopolando in Francia e Usa, e lanciò una casa discografica, ma in Italia la sua fama declinò per l’unione con Teddy Reno (19 anni più vecchio), che sposò nel ’68 in Svizzera: la coppia ha 2 figli e sono ‘naturalizzati svizzeri’.
Kobe Bryant (1978), Usa, ex giocatore di basket. Nato a Filadelfia (Pennsylvania), fu uno dei più grandi di sempre. Trascorse parte dell’infanzia in Italia, dove giocava il padre Joe, poi tornò negli States e fu selezionato dai Los Angeles Lakers, squadra in cui giocò 20 anni vincendo 5 titoli NBA. Per le sue straordinarie qualità tecniche e fisiche fu soprannominato ‘black mamba’, il serpente più veloce del mondo, uno dei più velenosi e lungo fino a 4 m. Con 33.643 punti segnati è al terzo posto tra i migliori marcatori NBA di sempre (dopo Kareem Abdul-Jabbar e Karl Malone), con una media di 26 punti, 4.7 assist, 5.3 rimbalzi a partita. Con la Nazionale Usa vinse 2 ori Olimpici (Pechino ’08 e Londra ’12).

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