Giovedì 11 luglio, 192° giorno
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Teddy Reno e Rita Pavone, sposi dal 1968, in una vecchia immagine TV bianco e nero

FRASE DEL GIORNO – La moda è quella che viene suggerita e che spesso è meglio evitare; lo stile, invece, quello che ciascuno ha e deve conservare nell’arco della sua vita. (Giorgio Armani)

SANTI DEL GIORNO – San Benedetto (Abate, protettore di agricoltori, architetti italiani, chimici, contadini, ingegneri e speleologi), San Chetillo (Sacerdote), San Drostano di Deer (Monaco), Sant’Olga di Kiev (Granduchessa).

EVENTI DEL GIORNO – Nel 1899 nacque la Fiat. La prima e più importante casa automobilista italiana iniziò la sua storia nel seicentesco palazzo Bricherasio, a Torino. È qui che il conte Emanuele Cacherano di Bricherasio e l’avvocato Cesare Goria Gatti, uniti dalla comune passione per i motori, riunirono una trentina di notabili e aristocratici piemontesi (tra cui Giovanni Agnelli) attorno al progetto di rilevare la “Ceirano”, piccola azienda artigianale, per dar vita a un grande gruppo industriale. L’11 luglio venne firmato l’atto notarile di Costituzione della Società Anonima Fabbrica Italiana di Automobili, con un capitale iniziale di 800.000 lire (circa 10 milioni di euro di oggi) e alla cui presidenza fu designato Ludovico Scarfiotti. L’anno seguente uscì la prima vettura, la “3½ HP”, e l’acronimo Fia divenne Fiat (Fabbrica Italiana Automobili Torino), su suggerimento di Cesare Goria Gatti, ispirato dal beneaugurante «fiat lux» biblico (che traduce il divenire, la nascita di qualcosa). Dal 1902 iniziò la dinastia Agnelli, che prese la guida del gruppo e lo portò in pochi anni ai vertici d’Europa.
Nel 1982 l’Italia vinse il Mundial di Spagna. “Campioni del Mondo”, ripetuto 3 volte dal telecronista Nando Martellini, accompagnò il trionfo italiano dopo la finale dei Mondiali di Spagna 1982, vinta dagli azzurri 3-1 sulla Germania Ovest, con reti di Rossi, Tardelli e Altobelli. Dopo 44 anni l’Italia calcistica era nuovamente sul tetto del mondo, 12 anni dopo la finale persa col Brasile a Mexico ’70.

NATI DEL GIORNO – Yul Brynner (1920-1985), Russia, attore. Nato a Vladivostok come Julij Borisovič Bryner, fu ‘americanizzato’ in Yul Brinner all’inizio della carriera.
A 7 anni dal debutto giunse la fama come re del Siam in “Il re ed io” (1956), per cui vinse l’Oscar come “miglior attore protagonista”. Nello stesso anno interpretò il suo personaggio più popolare: il faraone Ramesse II nel colossal “I dieci comandamenti” di Cecil B. DeMille.
Memorabile la sua partecipazione al noto western “I magnifici sette” (1960).
Morì il 10 ottobre 1985 e fu sepolto nel cimitero francese di Saint-Michel-de-Bois-Aubry.
Teddy Reno (1926), Italia, cantante e produttore discografico. Interprete tra i più popolari del genere romantico-melodico, fu protagonista della musica italiana negli anni ’50 e ’60. Nato a Trieste da famiglia di nobili origini austroungariche, Ferruccio Merk Ricordi (vero nome) prese il nome d’arte “Teddy Reno” nel 1946, durante una tournée in Germania con l’orchestra dell’inglese Teddy Foster, prendendo il nome dal maestro e il cognome dal fiume. Nel 1948 fondò la CGD (Compagnia Generale del Disco), che diffuse i suoi successi radiofonici. Nel 1968 sposò in Svizzera la cantante torinese emergente Rita Pavone, 19 anni più giovane, ebbero due figli e diventarono entrambi ‘naturalizzati svizzeri’. 
Giorgio Armani (1934), Italia, stilista. Nato a Piacenza, è uno dei più quotati stilisti internazionali e tra gli ambasciatori dell’alta moda italiana nel mondo. Le ricercatissime collezioni ne fanno oggi uno degli uomini più ricchi d’Italia e del pianeta. Nel 2014 ricevette il ‘Compasso d’oro alla carriera’, il più antico riconoscimento d’Europa nel settore del design, istituito nel 1954 dall’Associazione Disegno Industriale.
Lino Banfi (1936), Italia, attore. Pugliese doc, nativo di Andria e registrato all’anagrafe come Pasquale Zagaria, partì a 18 anni per affermarsi nel teatro di varietà; a fine anni ’50 incontrò Totò, che gli suggerì di cambiare il nome d’arte ‘Lino Zaga’, e divenne Lino Banfi. Il successo arrivò con la commedia sexy all’italiana, di cui divenne il re. La svolta in TV, invece, arrivò a fine anni ’90 col debutto di “Un medico in famiglia”: nei panni di ‘Nonno Libero’ diventò un beniamino del pubblico e fu nominato ambasciatore UNICEF (2001).

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