Quale futuro per la nuova Pac 2021-2027: se ne è parlato oggi ad Alessandria

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“Ciò che serve è costruire una nuova PAC più vicina all’agricoltura italiana che poggi su quattro pilastri: semplificazione, sburocratizzazione, gestione dei rischi di mercato in grado di implementare gli strumenti per rafforzare il ruolo degli agricoltori nella filiera. La PAC post 2020 dovrà promuovere un settore agricolo dinamico, capace di sostenere la cura per l’ambiente e l’azione per il clima, di stimolare la crescita e l’occupazione nelle aree rurali”.

Queste le parole del presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco al termine dell’incontro che si è svolto questa mattina nei locali dell’Associazione Cultura e Sviluppo dal titolo “Quale futuro per la nuova Pac 2021-2027? Cosa cambia per le nostre imprese.” A rappresentare le istituzioni l’assessore all’agricoltura del Comune di Alessandria Mattia Roggero che ha ribadito la disponibilità ad appoggiare iniziative in grado di portare crescita e beneficio al territorio. Felice Adinolfi, docente all’Università degli Studi di Bologna e Stefano Leporati responsabile nazionale Politiche Economiche della Confederazione hanno tracciato gli obiettivi della nuova PAC, per un’agricoltura capace di resistere ai cambiamenti, soprattutto quelli del mercato, sostenibile e in grado di garantire la vitalità delle zone rurali. Uno dei compiti della nuova Politica dovrà essere quello di incrementare l’utilizzo di nuove tecnologie in agricoltura, ancora poco diffuso in tutta la UE, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese. Perché ciò avvenga è necessario avviare azioni finalizzate a sostenere l’innovazione e diffondere la conoscenza, rafforzando le iniziative di consulenza in campo che aiutano le imprese a creare sinergie e a condividere esperienze e competenze.

“La PAC dovrà svolgere un ruolo maggiore nell’orientare gli agricoltori verso le più evidenti richieste del mercato. – ha aggiunto il presidente Bianco – Per questo, c’è la necessità di rafforzare gli investimenti nella ristrutturazione, modernizzazione, diversificazione delle aziende agricole e nella diffusione di nuove tecnologie, come ad esempio l’agricoltura di precisione e il conseguente utilizzo intelligente dei big data, al fine di migliorare la loro competitività e dinamicità”.

La PAC post 2020 dovrà anche affrontare in maniera efficace alcuni problemi strutturali che affliggono le aree rurali, in primis quello della carenza di lavoro e del conseguente abbandono dei territori da parte dei giovani. Per la crescita dell’occupazione si propone di intensificare gli investimenti per migliorare la connettività e i servizi di base, di supportare la crescita di nuove filiere rurali, di esperienze di bioeconomia ed economica circolare, dell’utilizzo dei sottoprodotti del settore agroalimentare e della silvicoltura per le bioindustrie e di contribuire al mantenimento dei servizi sociali essenziali nei territori rurali attraverso forme innovative di gestione dell’azienda agricola.

Ma quali le principali novità? “Le proposte per la riforma della PAC 2021-2027 introducono numerosi e rilevanti cambiamenti che riguardano la natura degli interventi ma soprattutto definiscono nuove funzioni per le istituzioni nazionali e regionali deputate al disegno e all’attuazione delle misure. – ha sottolineato il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo che ha moderato l’incontro – Nello specifico le proposte indicano i nuovi strumenti della PAC: pagamenti diretti, sviluppo rurale e misure di mercato. Ovviamente non si può essere contenti della diminuzione costante delle risorse. Quando in Europa è stata pensata la Politica agricola comune, era la prima voce in termini di bilancio di cui impegnava circa l’80 per cento. Perché oggi ci dovremmo accontentare? Siamo appena sopra il 30 per cento del bilancio comunitario. L’agricoltura è l’unico settore produttivo rispetto ad altri che non può avere finanziamenti di carattere nazionale. Tutti gli altri sì, noi no. Ecco perché la Pac va rivista e ripensata”.

Dall’incontro, che è stato l’occasione anche per spaziare su tematiche di stretta attualità agricola, è emersa una certezza: prima del 2022 non avremo una nuova proposta, nel frattempo i 2.500 emendamenti presentati attendono parere dalla Commissione Comagri.

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