Presentazione de “Cantavano in coro”, di Eraldo Canegallo

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Domenica 26 aprile 2015, alle ore 16:30, presso il Teatro Comunale di Sant’Agata Fossili, il professore Ettore Cau (preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Pavia) presenterà il romanzo “Cantavano in Coro“, di Eraldo Canegallo.

Questa la trama del libro:
Tortona, febbraio 1945, Istituto Dante. In seguito a una delazione, la brigata nera arresta il professor Dabruzzi, che svolge attività cospirativa contro i fascisti. Un alunno si è prestato più volte a portare messaggi del professore ad altri componenti della Resistenza di Tortona, e ora potrebbe essere in pericolo. Nella notte, un collaboratore della Resistenza lo preleva dal Dante e lo accompagna attraverso le colline fino al piccolo paese di Sant’Alosio, dove c’è la sede di un Distaccamento partigiano. Lo comanda Ercole, un geometra, ex allievo del Dante. Il ragazzo decide di diventare partigiano, di far parte del Distaccamento e sceglie, come nome di battaglia, di chiamarsi Orlando. Partecipa alla battaglia di Garbagna del 14 marzo, dove per poco non è colpito da una pallottola.
L’11 aprile il suo Distaccamento è attaccato da due colonne di fascisti e di tedeschi, ma batte gli attaccanti perché la sera prima una ragazzina ha avvisato Ercole che forze nemiche si stavano radunando in una valle vicina. Ercole riesce a organizzare i suoi uomini e la sorpresa degli attaccanti fallisce. Orlando, quella sera, vede quella ragazzina ed è colpito dalla sua semplice bellezza.
Il 26 aprile, Orlando scende con Ercole a Cassano, dove la guarnigione tedesca si arrende. La guerra finisce, pochi giorni dopo il Distaccamento è smobilitato, ed Ercole organizza a Sant’Alosio una festa di ballo, per riprendere una tradizione del luogo interrotta durante la guerra e per salutare le persone che nei mesi precedenti hanno aiutato lui e i suoi uomini. Orlando rivede la ragazzina e, corrisposto, se ne innamora. Orlando riprende gli studi e a settembre sostiene l’esame, che supera, per diventare geometra. Tornando da Tortona, dove era stato a vedere la pubblicazione dei voti, commette un’imprudenza e, con il fisico ancora indebolito per gli strapazzi, si ammala di tubercolosi. Segue il suo ricovero al sanatorio Borsalino di Alessandria, fino alla sua guarigione. Ritorna a casa e ritrova lei, che lo ha aspettato.

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