Presentato il piano di riorganizzazione dell’ATM

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Si è tenuta oggi, alla presenza del sindaco Rita Rossa, dell’assessore allo Sviluppo Territoriale e Strategico Marcello Ferralasco, e del presidente dell’ATM Gian Franco Cermelli, la presentazione del nuovo piano industriale ATM. Come sottolineato da alcuni giornalisti nel corso della conferenza stampa, non è stato ancora portato un documento cartaceo, perchè, come spiegato dal sindaco, il piano è ancora in fase di revisione. Gli amministratori hanno voluto comunque anticipare, con questo incontro, quali saranno i punti principali della ‘ristrutturazione’ dell’ATM.

‘Il nuovo piano industriale’, ha spiegato Rita Rossa prendendo la parola per prima, ‘ha tenuto conto di una riduzione dei fondi regionali. Per redarre il piano industriale abbiamo raccolto e ascoltato le proposte dei sindacati, ci tengo a precisare che nessun posto di lavoro è a rischio. Chi nei giorni scorsi ha fatto circolare i nomi di lavoratori considerati dall’amministrazione comunale in esubero, ha commesso un’azione arbitraria e ha divulgato informazioni diverse dalla realtà’.

Ha proseguito dunque l’assessore Ferralasco, spiegando che ‘l’amministrazione comunale sta sostenendo insieme all’azienda sforzi improbi per il risanamento dei conti’. L’assessore ha presentato alcuni punti che faranno parte del programma di riorganizzazione dell’ATM, a partire dal riordino della regolamentazione sui parcheggi. ‘Non ci sarà alcun aumento delle tariffe’, ha detto Ferralasco, ‘modificheremo invece la normativa per non permettere utilizzi impropri dei posteggi o gratuità indebite. E’ stato previsto che verrà riconosciuta all’ATM una percentuale sugli introiti derivanti dal permesso di parcheggio dei residenti. ATM continuerà inoltre a percepire gli introiti provenienti dai posteggi di Piazza della Libertà e di Piazza Garibaldi, che la passata amministrazione voleva affidare ad una ditta esterna. Se quel provvedimento fosse diventato effettivo, senza quegli introiti l’ATM sarebbe morta’.

‘La Regione’, ha proseguito Ferralasco, ‘per la Provincia di Alessandria, ha previsto un taglio del 20% sui fondi destinati al trasporto pubblico locale, senza tenere però conto della situazione di dissesto in cui ci troviamo. La Regione ha utilizzato un criterio che tiene in considerazione dei ricavi senza calcolare le dimensioni dei vari Comuni, ed è per questo che una realtà come Alessandria, che conta 14 sobborghi su una superficie molto estesa ma poco popolosa, risulta penalizzata. Alla Regione abbiamo proposto, su questo argomento, un criterio di valutazione alternativo. Per risollevare ATM cercheremo partnership con aziende specializzate nel settore dei trasporti. Nei documenti di Roma ci sono già richieste d’aiuto per ATM: vorremmo un finanziamento, non a fondo perduto, ma con tassi d’interessi minimi, per rifare il parco mezzi, attualmente del tutto inadeguato.’

Terminato l’intervento di Ferralasco, a prendere la parola è stato il presidente dell’ATM Gian Franco Cermelli: ‘Abbiamo impiegato due mesi e mezzo per scrivere il nuovo piano industriale, ora vogliamo discutere sul documento, non su voci di corridoio già ricordate dal sindaco. Non abbiamo mai parlato di licenziamenti, abbiamo valutato piuttosto una ricollocazione del personale. Vogliamo applicare contratti di solidarietà di tipo B, ma solo dopo aver verificato la fattibilità secondo le normative. Questo tipo di contratto prevede che tutti lavorino percependo il 75% dello stipendio. Se ciò non fosse possibile, chiederemo di rifinanziare la cassa integrazione in deroga dando il 50 % degli stipendi.
Abbiamo proposto inoltre di spostare il mercato in Viale della Repubblica, ovvero il viale della stazione, per lasciare liberi il posteggio di Piazza Garibaldi, il che, oltre a garantire gli incassi all’ATM, permetterebbe di avere un posto per le auto a pochi metri dal mercato. Per riorganizzare il personale inoltre, due dipendenti si occuperanno della notifica delle multe, lavoro attualmente eseguito dalle Poste, mentre ad altri è stato chiesto di fare corsi di guida in quanto abbiamo più personale in ufficio che sugli autobus’.

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