49° Premio Acqui Storia con Vittorio Sgarbi, Manuela Arcuri, Maurizio Molinari e Maurizio Belpietro

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Cala il sipario sulla 49° edizione del Premio Acqui Storia, nato per onorare il ricordo della “Divisione Acqui” e i caduti di Cefalonia nel settembre 1943.

Ad aprire la cerimonia Ariston Yves De Gaulle, nipote dell’ex Presidente della repubblica francese Charles De Gaulle, che proprio in queste ultime settimane ha pubblicato da Plon in Francia un libro dal titolo “Un autre regard sur mon grand-père Charles de Gaulle”, sottolineandone le qualità necessarie per governare una Nazione. I presentatori Mauro Mazza, già direttore di Rai 1 e del Tg2 ed Antonia Varini, di Uno Mattina hanno domandato al cittadino d’oltralpe chi sarà il prossimo Presidente Francese. “Non sarà Hollande, ma sicuramente vicino all’area di centro destra di Sarkozy”. Una edizione, dunque, orientata a diversi pronostici richiesti ai premiati tra cui l’esito delle elezioni americane di novembre e sul referendum italiano dell’abolizione del Senato: secondo la maggioranza vincerà Hillary Clinton e il 4 dicembre passerà il “no”. Uno spot elettorale che non è piaciuto molto al pubblico.

Terminati i sondaggi, il Premio entra nel vivo con un primo momento di commozione per la scomparsa di Giorgio Albertazzi, testimone del tempo, con il premio consegnato alla moglie Pia de’ Tolomei. Stesso premio a Maurizio Belpietro che racconta la nascita del suo quotidiano “La Verità”. Altro “testimone”, il direttore de La Stampa Maurizio Molinari, che racconta il nuovo progetto editoriale in sinergia con La Repubblica. “Nasce un gruppo editoriale con prodotti differenti, ma in competizione tra loro esaltando le varie testate”. Il clou arriva con la premiazione dell’attrice e modella, Manuela Arcuri, testimone del Tempo 2016, che definisce l’Acqui Storia “un premio speciale”. La serata ha avuto anche i suoi 5 minuti di eccessiva ecletticità con l’ultimo premiato, testimone del Tempo, Vittorio Sgarbi, sempre con toni accessi e coloriti.

Il premio La Storia in TV 2016, inserito per la prima volta nei palmares dell’Acqui Storia nel 2003 e giunto quest’anno alla sua quattordicesima edizione, è stato assegnato ad Alessandra Gigante e Fabio Andriola per i documentari de “La Storia in Rete”, che in questi ultimi undici anni sono stati visti sulle principali televisioni italiane e messi in onda anche in network televisivi di Stati Uniti, Russia, Polonia, Slovenia. Il Premio speciale “Alla Carriera”, istituito nel 2009 da un’idea ed un progetto di Carlo Sburlati, è stato conferito a Simona Colarizi, professore emerito alla Sapienza di Roma, Docente a Parigi, alla New York University, componente del Comitato dei Garanti della Fondazione Istituto Gramsci e della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, nonché del Comitato di direzione della rivista scientifica “Nova Historica”.

Pierluigi Battista con il volume “Mio padre era fascista” Mondadori Editore e Stenio Solinas con il volume “Il corsaro nero. Henry de Monfreid l’ultimo avventuriero” Neri Pozza Editore sono stati premiati nella sezione storico divulgativa. Luigi De Pascalis con “Notturno Bizantino” La Lepre Editore Roma ritirerà i 6500 euro in palio per la sezione del Romanzo Storico. La Giuria della sezione scientifica, sui 61 volumi presentati, ha proclamato la vittoria di Vladimiro Satta con il volume “I nemici della Repubblica” Rizzoli Editore. Una speciale targa è stata attribuita a Enrica Garzilli per il volume “L’esploratore del Duce” Asiatica Edizioni, risultata la più votata dalla Giuria popolare dei 60 lettori del Premio Acqui Storia. Per la prima volta, nei suoi quarantanove anni di storia, verrà assegnata una targa ad una rivista “Il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri”.

“Il numero delle opere partecipanti quest’anno, è stato di 218 volumi, record assoluto di opere in concorso, a fronte di una media di circa 25 – 30 delle prime quaranta edizioni” – ha rimarcato il Responsabile Esecutivo del Premio Carlo Sburlati, artefice in questi ultimi anni del rilancio scientifico, culturale, mediatico e mondano del Premio, come evidenziato dai maggiori quotidiani e periodici italiani e dai telegiornali Rai e Mediaset, oltreché dai network privati, confortato dalla presenza di un folto pubblico e di personaggi del mondo artistico, cinematografico, diplomatico, militare e del jet-set internazionale, che affollano il pur capiente Teatro Ariston per la premiazione.

Giancarlo Perazzi

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