Mozione congiunta per l’acqua bene comune

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Durante l’ultimo Consiglio Comunale; i consiglieri Ciro Fiorentino (federazione della Sinistra) e Giovanni Barosini (UDC); avevano presentato due mozioni riguardanti la gestione dell’acqua come bene comune. Le due mozioni sono state accorpate in un’unica che verrà presentata nel prossimo consiglio.

Ecco quale sarà la mozione che verrà presentata:

MOZIONE
Ex Art. 43 del Regolamento del Consiglio Comunale
OGGETTO: L’Acqua come bene comune e come risorsa
Il Consiglio Comunale di Alessandria

PREMESSO CHE

• Il 12 e 13 giugno 2011; 26 milioni di donne e uomini hanno votato per l’affermazione della volontà di considerare l’acqua come bene comune e diritto umano universale che non può essere oggetto di operazioni speculative volte a conseguire un profitto;

• Le norme abrogate miravano a fare salire la partecipazione dei privati nei servizi che gestiscono il servizio e a garantire alle aziende un profitto; in quanto si prevedeva che nel calcolo della bolletta fosse necessario tener conto anche della remunerazione del capitale investito;

• A questa straordinaria esperienza di democrazia il precedente Governo Berlusconi ha risposto con una violazione di fatto del voto referendario; riproponendo alcune norme “sulla gestione in house” abrogate; con l’esclusione del servizio idrico integrato;

• Il Governo Monti ha rinunciato al provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico quali le aziende speciali;

• La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittimo l’art. 4 del d.l. 15 agosto 2011; n. 138; convertito con modifiche della L. 14 settembre 2011; n. 148; sia nel testo originario che in quello risultante dalle successive modificazioni; in quanto viola il divieto di ripristino della normativa abrogata dalla volontà popolare desumibile dall’art. 75 della Costituzione;

• Nel mondo un miliardo e 300 mila persone non hanno accesso all’acqua potabile ed in Italia continuiamo a sprecarla in quanto i nostri impianti hanno una dispersione del 38% ed i cittadini non sono in molti casi adeguatamente informati sulla necessità di usare l’acqua in modo razionale e intelligente;

• Occorre che i acquisti consapevolezza che le aziende che gestiscono i servizi importanti come l’acqua sono strumenti operati vidi una più vasta azione che il consiglio comunale ha il dovere di definire nelle sue linee di indirizzo rappresentando le diverse istanze dei “cittadini azionisti”;

• La conoscenza è la prima fase di ogni processo di cambiamento: la diffusione della conoscenza è uno dei compiti più importanti di un amministratore pubblico

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA A:

• rispettare l’esito del referendum nel settore idrico ; da considerarsi direttamente in capo alla Città di Alessandria; attivando con il nuovo CdA dell’AMAG; recentemente nominato; con i comuni che detengono quote nella predetta azienda; con l’ATO6 e con la Provincia di Alessandria; un tavolo di lavoro sul futuro assetto del servizio idrico integrato; avendo naturalmente come presupposto il mantenimento della proprietà e della gestione pubblica delle risorse idriche del nostro territorio;

• attivarsi presso l’ANCI perché tutti i comuni italiani intervengano con determinazione chiedendo al Governo Monti di non inserire la proprietà e la gestione pubblica delle risorse idriche nei prossimi provvedimenti sulle liberalizzazioni e privatizzazioni; prendendo immediata posizione per il rispetto del voto democratico del popolo italiano;

• promuovere; in sinergia con tutti gli operatori interessati un’adeguata campagna volta ad informare i cittadini; soprattutto nelle scuole; sul corretto utilizzo dell’acqua e sulla necessità di evitare sprechi di qualsiasi tipo;

• operare affinché l’AMAG effettui i dovuti interventi di ristrutturazione e manutenzione che competono; anche nel rispetto dei comuni minori; che comunque partecipano alla gestione dell’AMAG; nel rispetto dei diritti delle minoranze.

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