Lettera a firma del sindaco Titti Palazzetti e dell’assessore Francesco Martinotti.

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Titti Palazzetti (sindaco; Segreteria Generale, Affari generali, Risorse Umane, Welfare, Polizia Locale, Sanità, Protezione Civile, Sicurezza, Rapporti con Enti Territoriali)

È con stupore che leggiamo le dichiarazioni di alcuni esponenti dell’opposizione sugli organi di informazione in merito ai punti che saranno in discussione nel Consiglio comunale .
Stupore, perché crediamo fermamente che il Consiglio comunale sia il luogo in cui la discussione politica si debba concretizzare e non un organo marginale in cui il confronto sia l’appendice a dichiarazioni già esternate.
Detto questo, crediamo sia doveroso ricordare che il programma dell’attuale Amministrazione, che ha avuto la maggioranza dei consesi dei cittadini, contiene delle indicazioni precise in merito alla politica fiscale locale, che vuole diventare più equa e rispettosa delle esigenze e dei problemi di diversi settori della nostra società.
La politica tributaria locale che noi vogliamo, poggia su alcuni principi / indirizzi:
1 tutela delle fasce economicamente più disagiate;
2 rispetto, il più possibile, di un principio di “invarianza tributaria”, cioè di quel principio tale per cui se una determinata fascia di popolazione, solitamente la più disagiata, in un determinato regime fiscale aveva delle agevolazioni tali da non essere soggetto ad una determinata tassazione, debba per quarto possibile, continuare a non esservi soggetta;
3 Riconoscimento delle difficoltà del tessuto economico e produttivo locale.
Per poter dare concretezza a tali principi, gli Uffici comunali hanno messo a disposizione dell’Amministrazione tutte le informazioni e i dati necessari a stabilire i dettagli della politica tributaria locale per il 2014 e hanno elaborato gli stessi nel pieno rispetto delle norme e degli indirizzi ricevuti, offrendo una differenziata panoramica di soluzioni e proiezioni, consentendo così la definizione della disciplina contenuta nelle delibere portate in discussione in questa sede.
Entrando nel merito delle dichiarazioni lette, stupisce come consiglieri, che hanno ricoperto la carica di assessori nella passata Amministrazione, affermino che l’Imu sia «Una delle tasse più ingiuste in quarto va a tassare la proprietà e non la rendita che essa produce e quindi la ricchezza reale», quando nel mese di novembre 2013 (meno di un anno fa) proprio quella Amministrazione ha aumentato l’Imu portandola dal 8,60 per mille al 10,20 per mille, aumentando di un punto e 60 per mille un’imposta considerata “ingiusta” e che proponga, da un lato una riduzione per immobili locati ed utilizzati quale abitazione principale da parte degli affittuari (possibilità sempre esistita da quando è entrata in vigore l’Imu nel 2012) e, dall’altro, di tassare l’inquilino quando propone di recuperate il gettito mancante attraverso «l’adeguamento della Tasi».
Infine, in merito alla Tari, si fa un generico richiamo alle nuove povertà, all’equità e alle mutate condizioni sociali del tessuto locale, senza ricordare che con la Tari si devono coprire al cento per cento i costi del servizio di gestione dei rifiuti e che, pertanto, non è ancorata (tranne nei casi previsti dalla legge e previsti dal regolamento) a indicatori di reddito o di capacità contributiva.
Il sistema dei tributi locali che presenteremo, lo ricordiamo, è rispettoso dei sopra elencati principi. Infatti:
1 La tutela delle fasce economicamente più disagiate è garantita dal mantenimento delle esenzioni / riduzioni sulla Tari e dell’addizionale Irpef;
2 Il rispetto dell’invarianza è garantito da un lato dalla non applicazione della Tasi sugli “altri immobili”, che non graverà così sugli inquilini, e dall’altro dal sistema di detrazioni Tasi che consente a chi non pagava l’Imu sulla prima casa nel 2012, di non pagare la Tasi.
3 In merito al riconoscimento delle difficoltà del tessuto economico e produttivo locale, tale principio si ritiene rispettato poiché:
· La Tasi sugli immobili destinati genericamente alle attività produttive e commerciali NON è applicata e l’Imu sugli stessi è rimasta quella dello scorso anno, ossia il 10,20 per mille;
· La tassazione sui rifiuti, ridistribuendo razionalmente i carichi tra il domestico e il non domestico, consente una parallela più coerente distribuzione dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

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