La settimana in Regione: firme irregolari, piano rifiuti e PISU

0
852

Dibattito sulle firme irregolari

Su richiesta del gruppo consiliare M5S, il capo dell’Esecutivo ha svolto una comunicazione sugli sviluppi della vicenda delle varie sentenze delle corti amministrative sulla liceità della raccolta delle firme a supporto delle liste elettorali a sostegno del medesimo presidente della Giunta regionale nelle ultime elezioni.

Secondo il presidente della Regione, “pur in assenza di elementi di novità non mi sottraggo a una risposta. Le varie sentenze di Tar e Consiglio di Stato legittimano formalmente la mia candidatura e, quindi, la mia elezione risulta politicamente inoppugnabile. La conclamata correttezza formale diventa, quindi, un punto fermo sotto il profilo politico. In secondo luogo, c’è una procedura di querela di parte, non saprei cosa aggiungere. Se si dovessero verificare dei problemi di tipo politico gli affronteremo come altri che potrebbero sorgere nel prosieguo della legislatura”.

Sulla comunicazione si apre quindi un dibattito al quale partecipano i capogruppo di M5S, FI e Pd ed alcuni consiglieri del M5S.

Secondo i gruppi di opposizione non è in discussione la vittoria elettorale in sé ma la legittimità, il rispetto aprioristico delle regole particolarmente per chi ha impostato la campagna elettorale sul tema della legalità. Questo perché al di là delle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato, che darebbero torto alla ricorrente, diversi esponenti del maggiore gruppo che sostiene la maggioranza sono stati imputati di falso. Oltretutto quasi tutti hanno deciso di patteggiare con una implicita, se non formale, ammissione di colpevolezza. Secondo il gruppo FI risulta sorprendente che la precedente legislatura sia stata interrotta per il problema di un consigliere di un piccolo gruppo con un limitato numero di voti, e adesso tutto vada bene, se non formalmente, certamente dal punto di vista politico. Viene anche rilevato dal gruppo M5S che se fosse invalidata l’elezione di consiglieri querelati del Pd, verrebbero sostituiti anche con consiglieri di altre liste politiche per cui vi sarebbe un rilevante cambiamento nell’emiciclo.

Il capogruppo di FI ha poi chiesto di riformare il sistema elettorale nel suo complesso sulla base di una propria proposta di legge, una sollecitazione accolta da tutti gli interlocutori.

Il capogruppo del Pd ha rimarcato l’enorme vantaggio con il quale ha vinto l’elezione l’attuale presidente della Regione rispetto ai suoi concorrenti e il riconoscimento corale della legittimità politica della vittoria elettorale. In merito alla querela di falso a carico dei componenti del Pd, il capogruppo ha affermato l’intenzione di rispettare l’operato della magistratura e la serena attesa della sentenza.


 

 

Prosegue discussione su piano rifiuti

Nella seduta di martedì 5 aprile l’Assemblea regionale ha discusso alcuni emendamenti al Piano regionale di gestione dei rifiuti urbani e dei fanghi di depurazione 2012-2020.

Il dibattito ha visto la presentazione di diverse proposte di modifica da parte del Movimento 5 Stelle su alcuni aspetti del provvedimento, tra cui: i rapporti con il decreto “Sblocca Italia” e la normativa europea, i cassonetti nei comuni, l’analisi merceologica dei rifiuti, l’informazione in ambito scolastico, la partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni, gli incentivi alla riduzione e alla stima della produzione pro capite dei rifiuti, l’emissione di biomasse e di biogas e gli impianti d’incenerimento.

Le critiche rigurdano – in particolare – l’assenza nel Piano di riferimenti a un’economia circolare, che lo rende vecchio prima ancora di essere approvato. Le tecnologie, le prassi e le politiche – hanno sottolineato a più riprese i consiglieri del Movimento 5 Stelle – consentirebbero oggi scelte ben diverse e di gran lunga più biocompatibili.

La proposta di deliberazione, la cui discussione in Consiglio regionale è cominciata nella seduta dell’8 marzo, si propone – tra gli obbiettivi – di raggiungere il 65% di raccolta differenziata in ogni ambito territoriale e il 50% del tasso di riciclaggio complessivo oltre a una sensibile riduzione della produzione di rifiuti entro il 2020.

Le novità della norma sono diverse e consentiranno – se approvate – di raggiungere tutti gli obiettivi espressi dalla disciplina nazionale e comunitaria, che negli ultimi anni si è evoluta al punto di trasformare la gestione dei rifiuti in uno strumento di natura economica ed ambientale, nel solco tracciato dal legislatore europeo.

Per i rifiuti residuali non riciclabili, stimati al 2020 complessivamente pari a 671mila tonnellate, il piano prevede la loro valorizzazione energetica o direttamente nel termovalorizzatore di Torino (346mila tonnellate) o prevista produzione di combustibile solido secondario (96mila tonnellate) da inviare in parte al cementificio di Robilante e in parte in impianti fuori regioni.


 

Interrogazioni discusse in Aula

Piano Integrato di Sviluppo Urbano di Alessandria

L’assessora alle Attività Produttive Giuseppina De Santis ha risposto all’interrogazione n. 841, presentata dal consigliere Paolo Mighetti (M5S), sulla difformità del Piano Integrato di Sviluppo Urbano denominato “Da Borgo Rovereto al Borgo Cittadella” di Alessandria.

L’assessora ha premesso che gli uffici regionali operano una verifica puntuale di tutti gli interventi finanziati dai cosiddetti Pisu per ragioni collegate alla rendicontazione dei fondi comunitari. De Santis ha poi ricordato che il piano in questione riguarda la riqualificazione e l’integrazione, sia fisica che sociale, di due quartieri, Borgo Rovereto e Cittadella, basata sulla realizzazione del nuovo ponte che ridisegnerà e recupererà completamente l’area spondale del tratto del fiume Tanaro, rafforzando l’unione tra i due quartieri. De Santis ha infine spiegato che le strategie che guidano gli interventi del Pisu devono collegare e integrare, riqualificare e sostenere, attraverso quattro assi di intervento: fisico-ambientale, economico-occupazionale, socio-culturale e quello relativo all’accompagnamento, alla comunicazione e alla gestione del programma, rilevando che gli interventi del Pisu in oggetto rientrano pienamente alle finalità del piano.

Print Friendly, PDF & Email