Incendi: clima anomalo, le fiamme divampano anche in provincia di Alessandria

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Torna l’emergenza incendi in Piemonte e non risparmia la provincia di Alessandria. Ieri seimila metri quadrati di bosco sono andati in fumo ad Altavilla Monferrato, località Franchini, le fiamme sono divampate anche a Cremolino, Bosio e Bistagno. Sul posto carabinieri, vigili del fuoco, volontari.
“Complici le condizioni atmosferiche i boschi sono a rischio per il divampare degli incendi fuori stagione con un aumento del 1200% dei roghi nei primi due mesi del 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. – ha commentato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – Il forte vento di ieri ha alimentato gli incendi nei boschi resi più vulnerabili dalla lunga siccità. L’andamento anomalo di quest’anno conferma purtroppo i cambiamenti climatici in atto che si manifestano con la più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dalla siccità al maltempo”.
La Regione Piemonte ha pertanto ritenuto opportuno dichiarare lo stato di massima pericolosità per rischio incendi, che sarà in vigore da domani, 13 marzo, su tutto il territorio. Fondamentale anche l’attività di prevenzione da parte dei cittadini, sia evitando comportamenti pericolosi, sia segnalando i principi di incendio al numero unico 112.
“La mancanza di pioggia e il vento sono condizioni ideali per lo sprigionarsi di roghi. Per ricostituire i boschi andati in fiamme – aggiunge il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – ci vorranno almeno 15 anni con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo. Infatti, nelle foreste andate a fuoco saranno impedite anche tutte le attività umane tradizionali del bosco come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti, ma anche quelle di natura hobbistica come i funghi che coinvolgono decine di migliaia di appassionati”.
La legge regionale 15/2018 stabilisce anche che su tutto il territorio regionale è vietato l’abbruciamento all’aperto derivante da attività agricole nel periodo compreso tra il 1° novembre e il 31 marzo di ogni anno. Il provvedimento prevede, che, entro una distanza di cento metri dai terreni boscati, arbustivi e pascolivi, siano vietate le azioni che possono determinare anche solo potenzialmente l’innesco di incendio.

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