…E io pago!

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L’incubo della “signora IVA” incombe sulla sospirata ripresa di quest’Italia arrancante. Si paventa un 22% di imposta del valore aggiunto e quindi sui consumi, alla faccia dell’economia reale e del bisogno concreto di creare dei volani che ci facciano uscire dal pantano.
Sarà che abbiamo manie di grandezza e ci piace avere dei primati, con IVA, – diamoci del tu vecchia signora – al 22%, saremmo il Paese europeo più tartassato; la teutonica Germania è al 19%, la Francia al 19%, la Spagna, compagna di sventura, al 21% ma con le Canarie al 7%.
La vergogna più “vergognosa” resta, però, il prezzo dei carburanti ancora in aumento e la risposta è: i venti di guerra sulla Siria fanno alzare il prezzo del greggio. La Siria sta all’Italia come agli altri Paesi europei e allora è realmente inaccettabile questo sopruso autorizzato perché in Francia un litro di benzina super è venduta al costo di euro 1,54, in Germania a 1,69, in Inghilterra a 1,60, in Spagna a 1,48, in Grecia a 1,72 e noi, che vogliamo essere primatisti, la paghiamo in media 1,81.
Indignarsi non basta, bisogna capire perché in Italia tutto ciò sia possibile; forse il connubio, la combutta decennale tra potenti e ricchi, tra politica e lobby è più forte di tutto, più forte delle parole, delle dichiarazioni d’intenti, dei proclami, dei diritti e della dignità delle persone. Il programma “Presa Diretta” ha evidenziato come il 50% della ricchezza del Paese sia in mano a un 10% della popolazione, una fetta di ricconi che siede allo stesso tavolo, al circolo esclusivo, con legislatori e politici. L’Italia, tristemente, non è una democrazia ma un’oligarchia e la classe rappresentante il potere usa la “democrazia” e la invoca per fare i suoi “porci comodi”.

Fausta Dal Monte

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