Dipendenti delle partecipate ancora in piazza. L’Amiu rischia il pignoramento di beni e immobili.

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Non si danno per vinti i lavoratori delle partecipate del Comune di Alessandria, i quali, dopo aver partecipato al corteo che venerdì scorso ha sfilato per le vie della città, si sono dati appuntamento per giovedì 28 marzo, davanti all’ingresso del Comune. Al presidio parteciperanno tutti i dipendenti liberi dai turni di lavoro, per continuare a far sentire la propria voce, e per cercare di ricevere risposte riguardo al proprio futuro lavorativo da un’amministrazione comunale accusata di essere sorda nei confronti delle richieste avanzate dalle parti sociali. Intanto, Cgil, Cisl e Uil hanno già assicurato la presenza dei lavoratori alessandrini alla manifestazione in programma per l’11 aprile a Roma.
Per quella data, i rappresentanti sindacali locali stanno cercando di coinvolgere più realtà possibili, mettendosi in contatto con Comuni che stanno attraversando una situazione di difficoltà analoga a quella alessandrina. Ed ecco quindi che a Roma i dipendenti di Amiu, Aspal e Atm potrenno incontrare i loro colleghi di Lecce e di Caserta, città il cui sindaco ha avuto ieri un colloquio telefonico con Rita Rossa per discutere riguardo le modifiche da proporre sull’attuale normativa che regola il dissesto dei Comuni.
Intanto, dopo la liquidazione dell’Aspal, ora anche la situazione dell’Amiu sta precipitando. Se entro metà giugno infatti l’azienda non pagherà un debito di oltre un milione di euro contratto con la ditta Contenur, fornitrice di container utili allo smaltimento dei rifiuti, verranno pignorati e messi in vendita alcuni terreni e immobili di proprietà dell’Amiu. I lavoratori, che insieme ai cittadini pagano le conseguenze di questo collasso economico, sentono di avere come unica ancora di salvezza la possibilità di manifestare, con la speranza di poter essere ascoltati.

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