Contributi statali alle Poste: sono legittimi?

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GIANLUCA BUONANNO: HO CHIESTO ALLA UE SE I CONTRIBUTI STATALI CONCESSI A POSTE ITALIANE SONO LEGITTIMI O NON DEVONO INVECE CONSIDERARSI COME AIUTI DI STATO NON CONSENTITI.

 

Lo Stato italiano ha riservato a Poste italiane una cifra considerevole per permettere agli uffici postali periferici di continuare l’erogazione dei servizi postali essenziali. Pur  a fronte di tali aiuti, nel Comune italiano di Varallo Sesia ed in molti altri comuni l’ufficio postale – su disposizione dell’Autorità centrale di Poste Italiane, s.p.a. il cui capitale è posseduto al 100% dal Ministero dell’Economia – ha limitato l’apertura degli uffici ad alcune ore mattutine. L’agenzia postale di Varallo Sesia, comune sito in una valle ai piedi delle Alpi italiane è pressoché l’unico riferimento postale dell’intera Valsesia, ed  il funzionamento limitato delle attività postali sta ponendo in seria difficoltà i privati, i turisti e tutto il bacino industriale della Valle. Ho interrogato la Commissione europea al fine di verificare se una tale disposizione sia rispettosa della normativa europea in materia di erogazione di servizi postali (liberalizzati dal 2011) o se la concessione di aiuti economici a favore di Poste Italiane (per garantire servizi che poi non vengono forniti) non integri, invece, la fattispecie di aiuti di Stato non consentiti dalle norme UE.

 

 

Bruxelles, 30 Ottobre 2014

 

Gianluca BUONANNO

Deputato al Parlamento Europeo

Membro delle Commissioni Industria e Agricoltura

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