Commissione Sicurezza e Ambiente: il tema spinoso della criminalità in città

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La Commissione Sicurezza e Ambiente, presieduta dal presidente Daniele Coloris, ha affrontato il tema complesso quanto attuale della criminalità nel Comune di Alessandria, partendo dai recenti fatti di cronaca accaduti nelle scorse settimane (in particolare, la sparatoria in centro città del 16 giugno e l’aggressione alle dipendenti del Cissaca di venerdì scorso) e cercando di fornire un quadro generale della situazione.

Dopo una breve introduzione del presidente, che ha ricordato il “disagio sociale” che tali eventi causano nella popolazione, è intervenuto il presidente del Cissaca, Mauro Buzzi. Egli, innanzitutto, ha rievocato l’episodio avvenuto nella sede centrale di Via Galimberti e ha annunciato la convocazione di una riunione giovedì in solidarietà alle dipendenti aggredite e con il fine di capire come prevenire atti del genere, “non così gravi, ma piuttosto frequenti”. Buzzi ha denunciato l’impossibilità di costruire “bunker” attorno alle sedi del consorzio, in prima linea nell’affrontare una grave crisi sociale prima ancora che economica. Con riferimento al fatto di venerdì, egli ha detto che c’erano “segnali” che un giorno potesse accadere un episodio di questo tipo. “Non basta l’attività di formazione della cittadinanza se poi c’è chi viene da noi a chiedere lavoro o casa, cose che non possiamo dare”, ha affermato Buzzi, il quale ha sottolineato l’effetto negativo che il taglio dei trasferimenti dallo Stato e il rimpallo delle competenze hanno nella gestione di una difficile situazione sociale.

Altra parte in causa nella seduta di oggi è stata il corpo della Polizia Municipale, rappresentato in questo caso dal vicecommissario Giuseppe Ceravolo, responsabile della sicurezza urbana. Ceravolo ha ricordato come l’attività dei vigili è limitata da alcuni complicazioni giuridiche e da una carenza di organico, soprattutto se viene commisurato alla quantità di lavoro richiesto su base quotidiana, che comprende tra l’altro la repressione dello spaccio di droga nei giardini, della prostituzione e dell’accattonaggio nei parcheggi.

Davide Buzzi Langhi (PDL) ha cercato di separare il tema sociale da quello della sicurezza “vera e propria”, ponendo l’accento su una certa lentezza nelle risposte dell’amministrazione comunale. “Le norme nazionali”, ha detto Buzzi Langhi, riferendosi al dibattito sull’emergenza carceri, “non ci vengono in aiuto”. Rivolgendosi al Ceravolo, l’esponente del Popolo della Libertà ha chiesto se fosse possibile recuperare il progetto dell’istituzione di una camera di sicurezza nella caserma dei vigili, che potrebbe evitare la rapida rimessa in libertà di soggetti che si sono macchiati di reati. Il vicecommissario, in seguito, su questo punto ha ritenuto “fondamentale” il poter avere a disposizione una struttura del genere.

Roberto Sarti (Lega Nord) ha mosso ampie critiche alla gestione dell’ordine pubblico da parte dell’amministrazione, sia quella in carica sia quella passata, evidenziando quanto il problema della criminalità sia sentito dalla gente. “Il dissesto non deve giustificare atti di violenza”, ha detto Sarti. A suo parere, è centrale il diffuso senso d’impunità che stimola molti malintenzionati, soprattutto stranieri, a delinquere. In conclusione, Sarti ha chiesto una maggiore presenza “fisica” dei vigili sulle strade, anche solo a scopo di deterrenza, e una possibile riorganizzazione del corpo di polizia municipale.

L’assessore allo Sviluppo Economico, Maria Enrica Barrera, ha chiesto la parola per difendere l’attuale Giunta, che si è subito mossa con la convocazione di tavoli per la sicurezza in seguito ai vari episodi avvenuti di recente, e per accusare le norme che regolano l’immigrazione (soprattutto la Bossi-Fini) di essere inadeguate per affrontare un argomento così delicato. Da qui ne è derivato un invito a pressare i parlamentari nazionali affinchè mettano mano su di esse.

Diego Malagrino (Moderati) ha costatato gli investimenti sbagliati fatti nella tutela della sicurezza, affermando che si sarebbe dovuto spendere di più per il “capitale umano” (l’ultimo concorso pubblico, ha ricordato, è stato fatto con la giunta Scagni).

Giorgio Abonante (PD) ha identificato nell’incapacità di “immaginarsi un futuro” di fronte a disagi multipli un elemento che spinge italiani e stranieri a lasciarsi andare a episodi di violenza. “Quello che possiamo fare è cercare di tenere aperti il più possibile i luoghi pubblici, la gente cerca non chiusura ma confronto”, ha detto il capogruppo del Partito Democratico.

Maurizio Sciaudone (PDL), riprendendo alcuni contenuti di un suo intervento nella stessa Commissione di quattro anni fa, ha chiesto che sia attuata la riorganizzazione della polizia municipale (invitando, per esempio, al coinvolgimento degli amministrativi nell’attività di controllo nei cantieri edili, misura condivisa anche dal vicecommissario Ceravolo) e un supporto da parte della polizia penitenziaria delle due carceri della zona, al fine di aumentare la presenza degli agenti presenti “sul campo” e la percezione di tutela del territorio da parte dell’amministrazione.

Angelo Malerba (M5S) ha mostrato un chiaro disagio verso il dibattito “autoreferenziale” sul confronto tra italiani e stranieri in termini di potenziale criminale, evocato dal Sarti e rinfocolato dalla Barrera, e ha auspicato che vi siano proposte concrete per affrontare il tema della sicurezza.

Pier Mauro Cattaneo (PD) ha condiviso la considerazione iniziale del Malerba (definendo il suddetto dibattito “stantio”) e ha diffidato dall’accomunare episodi differenti come la sparatoria e l’aggressione al Cissaca. Egli, inoltre, ha contestato l’elevata percezione d’insicurezza nella cittadinanza (“non credo di poter avere paura di girare per parchi, anche di notte”), chiedendo contestualmente più informazioni a riguardo. “Occorre che ognuno faccia il suo lavoro per quello che gli compete, creando una rete che risponda al disagio sociale”, ha terminato Cattaneo.

Ciro Fiorentino (FDS) ha citato la visita odierna del Papa a Lampedusa per invitare a rifuggire la tentazione di fare distinzioni tra italiani e stranieri di fronte al diffuso disagio sociale e alle sue conseguenze.

Domenico Di Filippo (M5S) ha voluto rilevare come se da un lato viene chiesto con costanza agli stranieri di rispettare la legge, dall’altro sono gli stessi italiani a non farlo in prima persona, in particolare nei confronti degli stranieri stessi, a differenza di quanto è avvenuto in Germania con l’immigrazione turca. Nel mirino dell’esponente del Movimento 5 Stelle sono finiti anche i media, che, a dispetto di statistiche che denotano un consistente calo dei reati negli ultimi anni, in parte alimentano l’insicurezza dei cittadini per questioni di guadagno.

Roberto Massaro (PD), presidente della Commissione Speciale sulla legalità, ha citato alcuni passi del “Rapporto BES 2013”, compilato dall’Istat, da cui emerge che negli ultimi venti anni v’è stata una “diminuzione sostanziale dei reati”, a fronte dell’aumento del “senso d’insicurezza” e del “depauperamento delle risorse delle forze di polizia”. Altro dato interessante è la presenza della Regione Piemonte, insieme alla Lombardia e alla Campania, tra quelle con il più elevato livello di “paura della criminalità” nella popolazione, causato soprattutto da situazioni di degrado.

L’assessore all’Aggregazione Sociale, Gianni Ivaldi, ha annunciato nelle fasi finali della seduta l’arrivo del Piano Integrato Sicurezze, di cui si discuterà in future sedute della Commissione.

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