Commissione di indagine Amag, ecco i risultati

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Si è riunito questa mattina il Consiglio Comunale di Alessandria per discutere i dati rilevati dalla Commissione di indagine sulla gestione di Amag dal 2007 al 2012. I dati, presentati dal presidente della Commissione Domenico Di Filippo, hanno riscontrato alcune ‘anomalie’ nella gestione del capitale dell’azienda, tra cui rimborsi gonfiati, cene, viaggi, addobbi natalizi, e altre spese che, almeno sulla carta, non dovrebbero essere sostenute da una partecipata che si occupa dell’approvvigionamento idrico e di gas metano.

Il capogruppo del Movimento 5 Stelle, Angelo Malerba, ha preso la parola per commentare i dati contenuti nel documento, ricordando l’Articolo 54 della Costituzione, che recita: ‘Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.’ Partendo da questo presupposto Malerba ha proseguito: ‘Ogni cittadino è tenuto a rispettare le leggi e a contribuire, pagando le tasse, al bilancio dello Stato. Sappiamo tutti quanto costa questo “contributo”. Riteniamo sia dovere di chi amministra, essendo un rappresentante dei cittadini, rispettare le leggi e salvaguardare il patrimonio pubblico con rigore e onestà! Con le leggi Bassanini si cercò di porre rimedio ad alcune storture che si verificavano frequentemente nella gestione delle municipalizzate creando le condizioni affinché si creassero delle partecipate che avrebbero dovuto, attraverso una sorta di privatizzazione, gestire in modo più accurato e sicuro il patrimonio pubblico. Per quanto riguarda la città di Alessandria l’introduzione di queste norme è stata il catalizzatore di una sorta di circuito vizioso teso a racchiudere il potere decisionale e gestionale nelle mani di poche persone. L’esempio più eclatante, e devastante, è stato quello dell’AMAG dove tutto il potere decisionale e gestionale è stato condiviso da due soli personaggi, il Sindaco Fabbio e il Presidente Repetto!!! Per la serie fatta la legge, trovato l’inganno. Dopo mesi di lavoro avendo esaminato in modo accurato tutto il materiale a disposizione, la commissione ha elaborato un documento, corredato di numerosi dati, dal quale si evince, senza ombra di dubbio, che queste due persone sono riuscite a sfruttare, a fini personali e di parte, la situazione trasformando un forziere che poteva servire per drenare e trasferire risorse ai settori più deboli (per esempio le altre partecipate, fisiologicamente più fragili) in una cassaforte da cui prelevare risorse a fini strategici, clientelari ed elettorali. Il deprecabile comportamento di Fabbio e Repetto, smascherato dall’indagine, è avvenuto anche grazie al silenzio, all’atteggiamento supino se non alla complicità e alla connivenza, delle forze di opposizione (dimostratesi solo formalmente tali) del consiglio comunale del quinquennio 2007-2012 che, però, di fatto, al di là di una formale e risibile opera di contrasto, non hanno mai compiuto nessun gesto concreto per mettere al corrente l’opinione pubblica di quanto stava avvenendo.  La richiesta, l’istituzione e la funzione svolta dalla Commissione d’indagine dimostra come fare opposizione voglia dire esercitare concretamente un ruolo decisivo di controllo e stimolo nei confronti di chi governa la cosa pubblica’.

L’ex sindaco Piercarlo Fabbio, ‘imputato’ in seguito ai dati rilevati dalla Commissione, insieme all’ex direttore dell’Amag Lorenzo Repetto, non presente in sala, ha spiegato di non voler più ‘assistere a processi continui, tenuti da alcuni che pensano di potersi sostituire agli inquirenti’. ‘Se in passato ci sono stati problemi di relazione tra il cda dell’Amag e il consiglio comunale’, ha proseguito Fabbio, spero che possano essere risolti. Bisogna inoltre considerare i dati raccolti dalla Commissione inserendoli nel contesto economico e sociale all’epoca dei fatti. La spending review è in vigore dal 2012, due anni prima, nel 2010, senza questo concetto, esisteva una diversa sensibilità nello spendere il denaro’.

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