Cave del Terzo Valico: il contenuto delle delibere di Giunta di Alessandria

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La possibilità che lo smarino dei primi due lotti del Terzo Valico arrivi nelle cave di Alessandria e Spinetta Marengo è diventata sempre più concreta dopo l’approvazione delle “deliberazioni della Giunta Comunale” n^107 e n^114.
Entrambe hanno raccolto l’assenso unanime degli esponenti dell’attuale Amministrazione presenti nella giornata del 22 aprile 2015, a seguito di una seduta mattutina (8.30) e una serale (18.00).
Tra gli assenti alle riunioni, che annoverano Claudio Falleti e Marcello Ferralasco, risalta il nome di Claudio Lombardi, Assessore all’Ambiente e oppositore non proprio segreto del Terzo Valico.

Analizziamo le delibere, partendo dalla n^107.

Delibera n^107

Realizzazione nella Fraschetta di un’ampia area boscata. Aggiornamento del Piano di reperimento dei materiali litoidi Linea AV/AC Milano/Genova. Atto di indirizzo

La delibera prende i passi a partire da un’altra, cioè la n^105 del 15 aprile 2014, che costituì “un atto di indirizzo politico-programmatico” finalizzato a trovare le azioni per attuare “il recupero ambientale produttivo dell’area della Fraschetta”.
Tra di esse viene citata la volontà di “dare continuità e concretezza all’obiettivo di ripristino ambientale della Fraschetta già contenuto nella Terza variante strutturale del P.R.G. degli anni 2005-2006”, in particolare attraverso la realizzazione di un’ampia area boscata.
Essa poserebbe in una zona di proprietá privata, per cui é necessaria l’acquisizione della stessa, “finanziariamente non sostenibile per il Comune né oggi né in un futuro a breve-lungo termine” e fondamentale per “la realizzazione di un’ampia rinaturalizzazione”.

A fare le parti del “deus ex machina” arriva il Terzo Valico: infatti, il Comune ricollega l’esigenza delineata nel precedente paragrafo con “il procedimento di aggiornamento del Piano di reperimento dei materiali litoidi per la tratta piemontese” del Terzo Valico, citando peraltro l’ODG n^06/2012, spesso impugnato dagli oppositori come espressione indelebile della contrarietá di Alessandria alla grande opera.

Il Comune, nel corso del processo che ha portato all’approvazione del Piano cave conclusosi con la delibera regionale dell’11 dicembre 2013, “aveva portato all’attenzione […] le preoccupazioni dell’Amministrazione” espresse nel famoso ordine del giorno del 2012. Nello specifico, “in mancanza di benefici specifici per il territorio comunale, non poteva essere dato giudizio positivo al deposito dei materiali […] del Terzo Valico, stante l’incertezza soprattutto sui finanziamenti dell’opera e sulla definizione dei tempi, nonché le preoccupazioni su possibili ripercussioni ambientali per il territorio comunale”.

A far cambiare la prospettiva sulla questione occorre la considerazione che “l’inserimento del Comune di Alessandria tra i siti di deposito […] del Terzo Valico, relativi al primo e al secondo lotto dei lavori, che pertanto godono di finanziamenti approvati e certezza dei tempi appunto, potrebbe oggi rappresentare una irripetibile risorsa per cercare di ottenere, in un tempo medio breve (3-5 anni), benefici ambientali che nel corso della elaborazione dell’aggiornamento del 2012 non venivano conseguiti”.

La nuova strada così apertasi offre l’opportunità di reimpiegare le tre cave attive nella zona di Spinetta Marengo: cascina Bolla, cascina Guarasca 1 e cascina Guarasca 2. Esse non sono state “completamente sfruttate” e “l’esaurimento del giacimento prefigura il perdurare ancora per molti anni dell’attività estrattiva con tutti i disagi che essa comporta”. Tra le motivazioni addotte a giustificare il coinvolgimento delle cave spinettesi vengono citate la vicinanza reciproca e la “medesima viabilità di accesso, attualmente in pessimo stato di manutenzione”.

La delibera analizza poi la situazione delle cave dal punto di vista del loro utilizzo:

    il ritombamento della Bolla, “già previsto come ipotesi di recupero del sito al termine della coltivazione”, è oggetto di convenzione tra La Bolla s.r.l., proprietaria del terreno, e il Comune;
    la Guarasca 2 era già stata individuata come potenziale sito di deposito per il Terzo Valico, ma fu stralciata dal Piano cave a seguito della procedura di autorizzazione di discarica dal 2012: a seguito della sua archiviazione, la cava “risulta oggetto di contenzioso” tra l’ARAL s.p.a. e la società titolare dell’autorizzazione all’attività estrattiva;
    l’inserimento della Guarasca 2 nel piano cave del Terzo Valico comporterebbe, secondo l’Amministrazione, “il suo definitivo ritombamento”, “la sua rinaturalizzazione a bosco” e una soluzione “ambientalmente più vantaggiosa” rispetto alla proposta discarica “con varietà di Codici” e alla “precedente attività estrattiva”;
    inoltre, si risolverebbe il succitato contenzioso, “potenzialmente grave e oneroso per l’Amministrazione Comunale”, e “favorirebbe la ripresa di una iniziativa imprenditoriale” con “i necessari benefici economici”, che permetterebbero all’ARAL “l’esaurimento dei propri obblighi contrattuali in essere” col soggetto privato coinvolto nell’acquisizione del sito;
    Clara e Buona necessita di “interventi di messa in sicurezza dall’azione erosiva del fiume Bormida”, che incombe sulla sponda sinistra del corso d’acqua e sulla vecchia discarica Amiu, a ridosso della sponda stessa.

Tra i vantaggi elencati dal Comune nella delibera, si citano:

    chiusura in tempi medio brevi (3-5 anni) di tutte le attività estrattive a Spinetta;
    creazione di un’ampia area boscata (circa 70 ettari) da sottoporre per buona parte a vincoli di fruizione pubblica, senza costi per l’Amministrazione comunale;
    ripristino della viabilità di accesso all’area delle cave con il ripristino immediato della transitabilità sulla strada della Stortigliona, rifacimento completo della strada al termine del ritombamento e altre misure compensative inerenti l’abitato di Spinetta (sistemazione di via Genova), a carico del Cociv;
    messa in sicurezza della sponda del Bormida e dell’area della discarica in prossimità della Cascina Clara e Buona con il ritombamento del lago esistente;
    la rinaturalizzazione a bosco ripariale del lago ritombato e dell’area lungo il Bormida, una possibile valoralizzazione naturalistica dell’area stessa rispetto ad oggi

Un passaggio della delibera viene dedicato al tema dei controlli sul materiale di scavo che riempiranno le cave di Alessandria (“ritombamento”): “…ai sensi della normativa vigente, per i materiali di scavo oggetto di deposito […] debba essere in atto comunque ogni possibile accertamento tecnico legato alla caratterizzazione ambientale dei materiali prodotti dai lavori e dei siti di destinazione, da eseguirsi sotto il controllo dei soggetti pubblici preposti alla tutela dell’ambiente e della salute”.

Successivamente, vengono avanzate ipotesi sulla gerarchia delle cave per quanto concerne l’ordine di ritombamento. A differenza dei promotori della grande opera, che prevedono l’utilizzo di Cascina Clara “come unico sito di ritombamento per materiale proveniente dal 1^ lotto dei lavori”, l’Amministrazione ritiene che ciò “non corrisponda alle necessità di riqualificazione del territorio alessandrino”. Infatti, “la gerarchia già prevista nell’attuale Piano cave la vede come cava di riserva per il 3^ lotto”. La prioritá deve essere data al ritombamento di cava Bolla “in quanto già esaminato in sede di V.I.A. all’atto della autorizzazione dell’attività estrattiva e già oggetto di convenzione con il Comune ove è previsto […] che venga portato il materiale di risulta dei lavori del Terzo Valico (1^ lotto)”.

L’obiettivo del “miglioramento ambientale del territorio alessandrino e […] della zona di Spinetta Marengo” porta il Comune a ritenere che “la cava Bolla e la cava Guarasca 2 divengano siti primari di ricevimento del materiale del Terzo Valico inerente già al primo lotto dei lavori”. La Guarasca 1, “in considerazione della ridotta attività estrattiva” e della “ridotta cubatura di deposito disponibile attualmente”, sarà impiegata allo stesso modo “se compatibile con la tempistica del succitato intervento complessivo ambientale”.

Dopo, viene dato mandato agli uffici comunali competenti di:

    redigere il parere da depositare in sede di Conferenza dei Servizi;
    assumere ogni ulteriore atto necessario a dare attuazione ai presenti obiettivi;
    esprimere le valutazioni tecniche di competenza a favorire la tutela ambientale nel corso dei lavori di riempimento;
    controllare e tutelare la viabilità interessata;
    individuare di concerto con l’Arpa le modalità per migliorare la rinaturalizzazione delle aree recuperate;
    individuare forme di convenzione specifiche con i proprietari dei terreni al fine di assicurare e massimizzare la fruizione pubblica di parte delle aree rimboschite.

Infine, viene ribadita “agli organi preposti alla tutela della salute pubblica e ai controlli ambientali” l’importanza di assumere “tutte le misure necessarie a garantire che sia messo in atto ogni possibile accertamento tecnico legato alla caratterizzazione ambientale dei materiali […] e dei siti di destinazione”. Il fine è dare “piena assicurazione e risposta positiva a tutte le legittime preoccupazioni della cittadinanza in merito alla eliminazione dei rischi ambientali connessi con il deposito nelle cave di materiali inquinanti diversi”.

Delibera n^114

Realizzazione di un’area boscata nella zona delle cave di Spinetta. Atto di indirizzo ad A.R.AL s.p.a.

Questa delibera ricalca quasi completamente i contenuti della n^107, direttamente citata nelle premesse (“specifico atto di indirizzo” approvato nella medesima giornata).

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