ZTL: ogni giunta ci riprova

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Pochi sanno che esiste una ZTL della città di Alessandria, ma in periferia

Commercianti favorevoli e contrari per il centro a prova di pedone

Le amministrazioni comunali si alternano, ma chiunque finisca a Palazzo Rosso, prima o poi, si ritrova a parlare di ZTL. L’argomento, ripreso qualche mese fa anche dalla giunta guidata da Rita Rossa, interessa un po’ tutti, commercianti del centro storico per primi. Se da una parte c’è chi sostiene che allargare la zona percorribile dalle auto all’interno del centro storico favorirebbe il commercio, dall’altra c’è chi pensa alla viabilità pedonale e a limitare l’inquinamento in città. Gli stessi commercianti sono divisi sull’argomento, anche se, tendenzialmente, chi ha un’attività in centro città è favorevole al fatto che questo sia percorribile in auto. Nonostante la mole di discorsi e di pareri discordanti riguardo l’istituzione di una zona a traffico limitato, pochi ad Alessandria sanno che questa c’è già ed è in vigore da tempo. Esiste una norma infatti che impone ad ogni Comune di avere un’area adibita a ZTL, ma si sa, in Italia, fatta la legge trovato l’inganno. La zona a traffico limitato è stata costituita in vie periferiche dove transitano solo i residenti e pochi altri automobilisti di passaggio, in pieno rispetto però della normativa in vigore. E così, mentre si transita in aree periferiche nei quartieri Cristo, Europa e Orti, ecco che spuntano cartelli che indicano la presenza di una ZTL in determinati orari della giornata. Stessa storia per la zona a 30 chilometri orari, obbligatoria, ed istituita in via Maggioli, strada molto trafficata da automobili che di abitudine transitano ad una velocità superiore a quella indicata.
Pareri personali sull’utilità della ZTL a parte, ha senso mantenere una normativa il cui intento può essere raggirato così facilmente?

Marcello Rossi

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