Zona Cristo: sorvegliata speciale

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I colpi di armi da fuoco sparati a fine ottobre nel quartiere Cristo fortunatamente non hanno provocato delle vittime, lasciando “solo” segni su esterni di abitazioni, automobili parcheggiate e la serranda del Bar Alba in via Norberto Rosa, a pochi passi dalla Don Bosco. Tuttavia, il fatto ha colpito fortemente la cittadinanza e ha stimolato dibattiti accesi.
A far discutere sin da subito è stata la questione sicurezza. Il sindaco di Alessandria, Rita Rossa, ha escluso che il rione Cristo “sia in mano a bande criminali” e ha promesso provvedimenti con lo stanziamento di fondi appositi. Nello specifico, ha annunciato l’impegno dell’Amministrazione da lei guidata a spendere 150mila euro in cinque anni (con una prima tranche di 30mila euro) per l’installazione di un nuovo sistema di sorveglianza. Le telecamere “di ultima generazione”, che saranno installate in vari punti della città, dovrebbero garantire una vigilanza costante e aiutare le forze dell’ordine. Il precedente tentativo di affidarsi a questo sistema di controllo del territorio non ha dato i risultati sperati, dal momento che delle cento telecamere promesse, ne sono state installate quarantuno, di cui circa la metà effettivamente funzionanti.
Forse anche per questo motivo, l’Amministrazione ha dato segno di voler attribuire altrettanta importanza alla vigilanza fatta sul territorio dalle forze dell’ordine, particolarmente rinforzata nei giorni seguenti quanto avvenuto al Cristo. Infatti, sono stati messi a bilancio 120mila euro a compensare il lavoro straordinario compiuto dagli agenti. Inoltre, è stata rispolverata una proposta di Sinistra Ecologia e Libertà avanzata nel 2013, che intende coinvolgere nell’attività di controllo della città anche gli istituti di sorveglianza privata. Un’inizativa del genere rientrerebbe nell’ottica della cosiddetta “sicurezza attiva”, a integrare quella “passiva” delle telecamere.

S.S.

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