Trovato un accordo con i Sinti

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I quindicimila euro per il consumo dell’acqua saranno pagati metà dalla Caritas e metà dai residenti secondo il numero dei componenti del nucleo familiare

In futuro dovrebbero essere finalmente installati i contatori per ogni abitazione

nomadi-sintiCome anticipato nel numero precedente di Zapping News, assessori e dirigenti del Comune di Tortona si sono incontrati con esponenti della comunità Sinti per trovare una soluzione riguardo alla questione delle bollette dell’acqua non pagate, con la mediazione della Caritas diocesana guidata da don Michele Chiapuzzi.
È stato trovato un accordo per il saldo dei debiti risalenti al 2014: i quindicimila euro dovuti saranno divisi in due metà, una a carico della Caritas, l’altra di responsabilità delle famiglie residenti nell’area attrezzata. La suddivisione della cifra che queste ultime dovranno pagare sarà effettuata dal Comune in base al numero dei componenti dei nuclei famigliari e alle dimensioni delle abitazioni.
Per quanto concerne il pregresso, sarà difficile per Comune e Gestione Acqua (la società che si occupa del servizio idrico) poter reclamare un rimborso, poiché non è mai stata fatta richiesta di pagamento alle famiglie dell’area attrezzata in passato. Per il futuro, invece, potranno esserci maggiori certezze. S’è deciso, infatti, di installare dei contatori personalizzati per ogni abitazione, stabilendo così delle utenze singole, facilmente controllabili in termini di consumi, e rompendo con la tradizione passata dell’utenza unica intestata al Comune, scelta rivelatasi fallimentare. Si realizza uno dei punti previsti nel regolamento del campo, redatto quasi quindici anni fa (comma E dell’articolo 6).
La comunità dei sinti ha preso altri impegni con l’amministrazione comunale di Tortona. Da un lato, ha ricevuto una sollecitazione a mettersi in regola con altre imposte locali, come quella dei rifiuti. Dall’altro, con l’aiuto della Caritas, ha intrapreso un percorso finalizzato a riconvertire l’attività di raccolta del ferro in un’altra meglio definita dal punto di vista normativo e, contemporaneamente, affine alle consuetudini della comunità sinti. La raccolta del ferro è oggetto della sentenza della Cassazione n. 29992/14 (9/7/’14), per cui è illecito il commercio ambulante di rifiuti senza la carica di “dettagliante” e l’abilitazione all’attività imprenditoriale.

Stefano Summa

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