Trenitalia in tilt

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È drammatico il bilancio che gli utenti fanno alla luce dei nuovi orari

Associazione pendolari: “Cota incontra Burlando per nulla”

Treni verso Asti soppressi la domenica, autobus sostitutivi da Alessandria a Savona, riduzioni di convogli verso Genova. È drammatico il bilancio dei pendolari alle prese con i nuovi orari di Trenitalia. È passato poco più di un mese dal fatidico 8 dicembre, data nella quale ci sono state sostanziali cambiamenti per i viaggiatori in partenza da Acqui Terme e dai paesi limitrofi con problemi di concidenze sempre più evidenti. Dopo anni di ottimo funzionamento è stato eliminato il diretto per Asti-Torino, sia all’andata che al ritorno, anche se sono stati aumentati i convogli presenti sulla stessa linea ma che impiegano 60 minuti per percorrere poco più di 45 chilometri; per non parlare della domenica con la soppressione totale dei treni sempre sulla linea Acqui-Asti con un consequenziale allungamento dei tempi di percorrenza.
Ma il dramma è peggiore quando a questo si aggiungono i bus sostitutivi sulla tratta Alessandria-Acqui-Savona, chiusa (in certi orari) per lavori e che creano ogni giorno pesanti ritardi.
treni-2Solo poco giorni fa, domenica 12 gennaio, per chi voleva raggiungere il capoluogo astigiano dalla cittadina termale ha trascorso quasi un’ora fermo in stazione in attesa del bus per raggiungere poi Alessandria in tempi biblici e attendere dopo un’altra mezz’ora il treno diretto ad Asti. “Un viaggio della speranza con l’orient-express” dicono due studenti diretti a Torino. Stessa sorte per i lavoratori che ogni giorno passano 200 minuti in treno per raggiungere l’ex capitale sabauda. Non cambia molto la situazione sulla linea Acqui-Ovada-Genova, dopo l’incontro che si è svolto a Genova, mercoledì 8 gennaio, tra il Presidente della Regione Piemonte, Cota, ed il Presidente della Regione Liguria, Burlando, i rispettivi Assessori ai Trasporti, Bonino e Vesco, ed i vertici liguri e piemontesi di RFI e Trenitalia. L’Assessore ai Trasporti del Comune di Acqui Terme, Mirko Pizzorni, ed il Presidente dell’Associazione Pendolari dell’Acquese, Alfio Zorzan, lamentano un nulla di fatto, solo il problema è rimbalzato sulla scrivania del Ministro ai Trasporti. “Si sperava – dicono Pizzorni e Zorzan – che da questo incontro ad alto livello scaturissero soluzioni immediate per i problemi che affliggono le linee a carattere sovraregionale, come la Acqui-Ovada-Genova, mentre si è solo riusciti a scaricare il problema sul Ministero Infrastrutture e Trasporti, già alle prese con notevoli problemi sulle linee Intercity nazionali. In pratica il Piemonte e la Liguria, smarcandosi dalla proprie responsabilità, chiedono al Ministero di poter utilizzare fondi destinati alle linee nazionali (il cosiddetto trasporto universale) per finanziare treni sovraregionali, come la linea Acqui-Ovada-Genova e la Cuneo-Ventimiglia che le stesse regioni non intendono più finanziare”. Insomma, il territorio locale perde le proprie linee mentre sulle tratte nazionali qualcuno ha deciso di investire decine di milioni di euro. La situazione è parecchio grave e occorre mobilitarsi.

Giampi Grey

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