Terzo Valico: partita aperta

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Piano cave della Regione Piemonte non pervenuto, riunioni annunciate e poi rimandate, sindaci contrari mentre il ministro Lupi definisce fondamentale l’opera

Filippi e Rossa hanno chiesto garanzie sulla logistica e la tutela dell’ambiente. L’ARPA conferma la presenza di amianto

La partita sul Terzo Valico dei Giovi si sta facendo sempre più accesa. Il Cociv, il general contractor incaricato della realizzazione dell’opera, spinge sull’acceleratore per iniziare al più presto i lavori nei cantieri di Voltaggio e di Arquata Scrivia, forte dell’autorizzazione a procedere concessagli a luglio dal Ministero dell’Ambiente. Nonostante ciò, rimangono alcuni punti da chiarire: il piano cave della Regione Piemonte, infatti, non è stato ancora approvato, anche in funzione della presenza, tra le cave indicate, di Cascina Montemerla (Tortona), capace di accogliere 1.629.630 mc/banco di smarino. Essa è stata, in passato, al centro di ricorsi per autorizzazioni ambientali negate a causa della sua prossimità al torrente Grue (si tratta, dunque, di un’area esondabile).
Anche la politica, nazionale e non solo, ha mostrato l’intenzione di avviare i lavori di questa discussa grande opera. Difatti, il 28 ottobre si è tenuto presso la Prefettura di Alessandria un incontro tra il Ministro per le Infrastrutture, Maurizio Lupi, e le rappresentanze locali (il Presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, il Presidente della Provincia di Alessandria, Paolo Filippi, il Sindaco di Alessandria, Rita Rossa, e gli amministratori della Val Lemme e della Valle Scrivia), oltre a parlamentari come Daniele Borioli. La riunione avrebbe dovuto tenersi il 21 a Voltaggio ed essere chiusa al pubblico e alle associazioni: in seguito, al cambio di data e di sede, si è deciso di invitare i comitati No Tav Terzo Valico (che hanno respinto l’appello, ritenendo scorretta nei confronti dei cittadini la mancata estensione dell’invito anche a essi) e le associazioni “Amici delle Ferrovie e dell’Ambiente” e “Legambiente Val Lemme” (entrambe hanno negato di voler esserci, affermando la sostanziale inutilità di un consesso del genere a pochi giorni dall’inizio dei lavori, dopo aver ignorato per anni le richieste di dibattiti pubblici sull’opera).
I sindaci, rappresentati dal voltaggino Lorenzo Repetto, hanno riproposto il contenuto della moratoria che approvarono nella scorsa primavera, cioè la sospensione dei lavori in attesa delle opere compensative e di maggiori informazioni su piano del traffico, presenza di amianto e tutela delle fonti, oltre all’organizzazione d’incontri con la cittadinanza (Cociv non ha replicato a tali richieste).
Il ministro Lupi ha parlato del Terzo Valico come di un’opera “fondamentale” e di un progetto che sarà “patrimonio del paese”. Filippi e Rossa hanno polemizzato, invece, sulla mancata chiarezza in termini di logistica e tutela dell’ambiente con Cota e l’assessore ai Trasporti della Regione Piemonte, Barbara Bonino. Tra queste dichiarazioni è passata in secondo piano quella del direttore dell’ARPA Piemonte, Angelo Robotto, che ha ufficialmente confermato la presenza di amianto nelle rocce di scavo. Elemento su cui il dibattito tra favorevoli e contrari all’opera rimarrà ancora infuocato.

Stefano Summa

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