Stop a nuovi centri commerciali

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Consiglio Comunale unanime sulla tutela della Cittadella da qualsiasi sfruttamento della grande distribuzione; via libera a cultura e sport

Intervista a Simone Lumina, commerciante conosciuto per il suo impegno politico

Stop all’insediamento di centri commerciali, almeno nella zona dell’ex Osterietta; questo è quanto è stato deciso dal Consiglio Comunale durante la seduta tenutasi lo scorso 28 giugno, al fine di tutelare l’area di interesse storico limitrofa alla Cittadella, e limitare l’insediamento della grande distribuzione.
I commercianti al dettaglio, che da tempo denunciano una situazione sempre più difficile a causa dalla forte concorrenza dei centri commerciali, hanno accolto il provvedimento con un cauto ottimismo, con la speranza che gli amministratori possano finalmente adottare soluzioni volte al rilancio delle piccole attività messe in ginocchio dalla crisi e dal calo dei consumi.
I dati che riguardano il commercio alessandrino sono infatti impietosi, e sottolineano un costante calo che dal 2008 dura fino ad oggi, con conseguenti ripercussioni sull’occupazione e sull’aspetto del centro storico di Alessandria.
negozio_chiuso_555Abbiamo incontrato a tal proposito Simone Lumina, commerciante, titolare di un negozio d’abbigliamento nel centro storico di Alessandria, e conosciuto in città per il suo impegno politico che da anni lo coinvolge con passione.
“Durante questi anni ho portato avanti diverse battaglie per la piccola distibuzione”, ci spiega, “che vengono inizialmente appoggiate da tutte le forze politiche, per essere puntualmente accantonate. Questo anche perché è prassi comune considerare il lavoro del privato, a maggior ragione se ha una piccola attività, un lavoro minore; il commercio alessandrino è agonizzante, da un anno però si continua a parlare di partecipate, come se fossero le uniche aziende a portare lavoro. I mezzi di informazione e i commercianti soffrono della sindrome da incidente aereo: come i continui incidenti stradali che mietono centinaia di vittime passano in secondo piano quando si verifica un singolo incidente aereo, così i licenziamenti scaglionati nel tempo, causati dalle continue chiusure delle attività, non fanno notizia quando ci sono casi di licenziamenti di massa. Alessandria, finche non vedrà tutte le serrande abbassate, non si renderà conto del danno occupazionale, nonostante i dati della Confesercenti denuncino che per ogni attività aperta, ce ne
siano tre che chiudono. È sintomatico il fatto che, quando l’attuale giunta si è insediata, effettuando tagli al numero di assessori, abbia deciso di eliminare l’assessore al commercio”.
“L’unica speranza”, ha proseguito Lumina, “passa solamente attraverso il blocco totale dei nuovi grandi insediamenti commerciali e la revisione degli studi di settore. Per quanto riguarda la grande distribuzione, ad oggi non esistono normative che la regolino; basti pensare che la provincia di Alessandria è quella con la maggiore incidenza tra mq. occupati da centri commerciali rispetto ai mq. occupati da negozi di commercio al dettaglio.
Occorre subito definire quale merce può essere venduta e quale no, dalla grande distribuzione: l’Outlet di Serravalle, ad esempio, era stato creato per vendere residui di magazzino e roba fallata, con uno sconto minimo del 30%, ora vende merce di prima qualità con qualsiasi percentuale di sconto. Mi chiedo poi per quale motivo in una struttura si possa fare scoutistica tutto l’anno, mentre nei negozi no. L’Outlet non viola nessuna legge, perché di leggi in merito non esistono.
Per quanto riguarda la revisione degli studi di settore, c’è una normativa sul dissesto che ne prevede l’abolizione. L’argomento è stato anche discusso dal consiglio comunale, e la mozione presentata al riguardo è stata approvata ad unanimità, dopodiché non è più stato fatto nulla e la cosa è caduta nel dimenticatoio. I sindacati avrebbero dovuto portare avanti la battaglia sugli studi di settore, ma non hanno fatto niente, ignorando quanti posti di lavoro ruotano intorno alle piccole attività. Sono pronto a confrontarmi con loro per conoscere la loro opinione al riguardo”.

 

Marcello Rossi

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