Sezzadio dice “No”

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Sindaco e cittadini si oppongono e temono la contaminazione del patrimonio ambientale

Contro la nuova discarica i primi cittadini dei paesi limitrofi uniti nella battaglia. Pericolo per le falde acquifere e l’inquinamento del territorio

Prosegue la mobilitazione istituzionale contro la realizzazione della discarica in arrivo a Sezzadio: un luogo adibito al contenimento per rifiuti non pericolosi in località Borio, in fase di realizzazione ad una quindicina di chilometri da Acqui e una decina da Cassine.

Non è tanto la distanza a preoccupare gli amministratori quanto il forte rischio di inquinamento delle falde acquifere sottostanti all’area individuata per i lavori al vaglio ora di Regione, Provincia e Comune.

Falde d’acqua che confluiscono nei pozzi di Predosa ed utilizzate dagli acquedotti dalla maggior parte dei Comuni dell’acquese per il consumo quotidiano.

Il progetto, proposto dalla società Riccoboni S.p.A. con sede a Parma, prevede la realizzazione di una discarica per rifiuti speciali non pericolosi di oltre 1.700.000 metri cubi.

Dopo il parere contrario di molti Comuni è intervenuto anche il sindaco di Cassine, Gianfranco Baldi, con un secco “no” alla discarica, e dalle parole si è passati ai fatti.

Baldi si è recato presso gli uffici della Regione Piemonte con una delegazione di sindaci della zona tra cui anche il Comune di Acqui Terme e quello di Sezzadio per presentare una relazione tecnica condivisa dal direttore del settore Ambiente, Salvatore De Giorgio.
Una preoccupazione sempre più forte visto che anche la Regione Piemonte riconosce le falde di Sezzadio molto importanti e da tutelare in un area protetta anche dal Piano di Tutela delle Acque regionale.

“Dopo il nostro incontro abbiamo provveduto all’invio di una lettera firmata da ben oltre dieci Comuni esprimendo tutte le nostre preoccupazioni” – aggiunge il Primo Cittadino cassinese. Inoltre è previsto a breve un tavolo tecnico tra Provincia, Regione, Amag e Prefetto.

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