Salviamo il Babbo Natale “diverso”

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Ora di pranzo, ascolto il tg, pare che in Francia una direttrice di una scuola pubblica abbia deciso di non festeggiare il Natale con uno dei suoi relativi simboli, Babbo Natale. A suo parere, lo ha ritenuto non politicamente corretto e quindi ha deciso di “sopprimerlo”.

Chi lo avrebbe mai detto che il povero Babbo Natale potesse finire così per mano di una direttrice, una donna che di rispetto delle diversità dovrebbe essere paladina.

Primo perché donna, secondo perché ha dovuto concorrere con altri per ricoprire il suo ruolo lavorativo e terzo, ma non ultimo, proprio perché attiva all’interno di un ente come LA SCUOLA.

Lei per prima avrebbe un compito: quello di aiutare le future generazioni a convivere, a condividere e a formarsi cioè ad aprire un po’ di più i loro orizzonti. Sentire questa notizia mi sdegna anzi mi fa arrabbiare e mi porta a pensare che più passa il tempo e più sto diventando un forte sostenitore della teoria secondo cui più vogliamo regolamentare con leggi le fasce più deboli e peggio facciamo per tutti noi!
Intendiamoci subito, questo non vuol dire che non ci debbano essere delle norme per la tutela di donne, fasce deboli in generale e speriamo presto anche contro l’omofobia ma ritengo primario anzi necessario un lavoro di formazione e di comprensione sull’accettazione dell’altro, altrimenti le leggi non servono a nulla.

Troppo poco si fa per lavorare con i più giovani per far loro conoscere la realtà, ma soprattutto per promuovere forme di consapevolezza e di conoscenza di ciò che sono loro stessi. Far crescere la propria partecipazione, la propria curiosità e creatività ritengo possa essere, in potenza, la valida cura a sostegno di una vita più costruttiva ed accogliente verso chi abbiamo di fronte, anzi, accanto a noi nella realtà del vivere quotidiano.

Angelo Malerba

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