”Rilanciamo l’immobiliare”

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Che il mercato immobiliare abbia risentito della crisi è innegabile ma gli agenti intermediatori alessandrini non sono stati a guardare e hanno messo in campo un’iniziativa unica in Italia finalizzata al rilancio del settore.
Il presidente Fiaip, Franco Repetto, è certo che dalla crisi si possa uscire e il progetto “Ristruttura” è un aiuto concreto: “il progetto – dice Repetto – è nato dall’osservazione negli ultimi anni della differenza delle compravendite tra nuovo ed usato; il mercato dell’usato, si è man mano contratto fino ad arrivare a una svalutazione del suo valore, questo anche a causa delle nuove normative energetiche e di sicurezza che ogni casa deve avere per legge. Da qui l’idea di unire diverse figure, quasi una filiera per non perdere un patrimonio sia dal punto di vista economico che storico”.

Una filiera composta da chi?
Dall’Ance, l’associazione nazionale costruttori edili, dal collegio costruttori edili, dagli ordini professionali tecnici, dagli amministratori dei condomini, dalle banche Unicredit e di Legnano e dalla nostra associazione Fiaip. In questa maniera possiamo offrire un servizio completo: quando un venditore viene da noi e ha un immobile “vecchio” e non sa come renderlo produttivo gli offriamo la possibilità, ristrutturandolo con mutui a tassi agevolati e una consulenza tecnica e burocratica semplificata, di recuperarne il valore. Questo progetto, quindi, ridà mobilità a un mercato fermo e malato, il mercato immobiliare deve vivere e deve essere dinamico, noi siamo contro la speculazione di pochi ma all’agilità di un mercato che veda, per esempio, l’anziano poter vendere la grande casa per comprarne una più piccola e consona alla sua età. Ristruttura è un progetto aperto a tutti, a tutti coloro che possono dare un contributo con la loro professionalità perché il principio è soltanto uno: l’unione fa la forza.

E le nuove costruzioni?
Basta sottrarre territorio, bisogna recuperare l’esistente sia in campo civile che industriale, e la politica deve andare in questa direzione. Dovrebbe aiutare, per esempio, al riutilizzo e alla messa in produttività dei vecchi capannoni industriali che così come sono degradano il territorio ma che senza un aiuto il proprietario non ha le forze né per demolirlo né per convertirlo. Basterebbe una politica di sgravi fiscali anche locali per attirare nuovi investimenti e nuova linfa economica e occupazionale.

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