Quale piano sviluppo?

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In cantiere dal 2011, riesumato dalla giunta Fabbio, oggi riemerge per fare cassa

12 milioni di euro della Comunità Europea vivacizzano il dibattito

Tenuto in cantiere dal febbraio 2011, il Pisu (Piano Integrato di Sviluppo Urbano) potrebbe essere finalmente giunto in fase di approvazione.
Nonostante il tempo trascorso, il piano è sostanzialmente uguale a quello presentato dalla giunta Fabbio, e potrebbe essere finanziato, qualora i lavori finissero entro il 31 dicembre 2014, dai 12 milioni di euro della Comunità Europea, destinati dalla Regione Piemonte ad Alessandria. Considerata la crisi economica aggravata dal dissesto, avere una tale cifra da investire per valorizzare il territorio cittadino non è un’occasione che capita tutti i giorni, occorre quindi sbrigarsi per poter avere il denaro da investire.
Ed ecco che, dopo essere rimasto ‘congelato’ per tanto tempo, si riaccende anche il dibattito su quale deve essere il piano da approvare. Se da una parte, infatti, tutte le forze politiche si trovano d’accordo sull’approvazione dell’attuale piano, a Palazzo Rosso c’è il Movimento 5 Stelle a fare la ‘voce fuori dal coro’ sollevando alcune critiche agli interventi che potrebbero essere approvati. In particolare, a finire ‘nel mirino’ del Movimento 5 Stelle di Alessandria, appoggiato dall’Associazione Cittadella 1728, sono i progetti di urbanizzazione limitrofi alla Cittadella, a partire dalla costruzione del ‘parcheggio ovest’, che dovrebbe sorgere in un’area che è vincolata al solo uso agricolo.
Oltre all’abusività dell’opera, situata a ridosso di un’area di interesse storico come l’ex fortezza militare, il Movimento 5 Stelle fa notare come nei paraggi aumenterebbero le emissioni di gas nocivi ed i rischi di dissesto idrogeologico, oltre ad un problema di sicurezza che, di notte, si verrebbe a creare in luogo così ampio e così isolato.
In alternativa, i grillini propongono che i capannoni inutilizzati in via Pavia ed in via Giordano Bruno vengano sostituiti da posti auto, collegati con l’ingresso della Cittadella, attraverso un sistema di mezzi pubblici, in occasione degli eventi di maggior richiamo.
Ma almeno su questo, l’amministrazione comunale sembra decisa a non cambiare nulla, in quanto questa modifica andrebbe a stravolgere l’intero piano, che sarebbe dunque da rifare, con il conseguente rallentamento dei lavori che porterebbe alla perdita dei 12 milioni di euro.
Il Pisu prevede, inoltre, che venga illuminato costantemente l’esterno della fortezza, con un costo di energia elettrica definito improponibile. In alternativa, è stato chiesto un potenziamento dell’illuminazione all’interno della Cittadella, operazione da eseguire con la sovraintendenza di Fai e Belle Arti per non stravolgere le caratteristiche storiche del luogo.
Per concludere, il Movimento 5 Stelle, che proprio non riesce a digerire la costruzione del Ponte Meier, lancia una proposta che sa di provocazione: utilizzare tutti i mattoni e i materiali metallici recuperati durante i lavori di scavo del ponte per opere di restauro della Cittadella.

 

Marcello Rossi

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