Prodotti vincenti di nicchia

0
1075

Un imprenditore alessandrino ha puntato sul mercato degli immigrati pakistani e cingalesi

Ocra, luffa, bitter pipi, kekiri: ortaggi esotici in terra di Piemonte

La tenuta Rivellino di Piovera è un duplice viaggio nel tempo: il maestoso complesso in mattoni è impreziosito dal suo passato, nell’anno mille era un comune a parte, mentre i campi circostanti sono coltivati con uno sguardo al futuro, prodotti per gli immigrati pakistani e cingalesi.
karelaAlberto, il proprietario, che con la famiglia ed un dipendente fatica in mezzo agli ortaggi, ci racconta del suo “estro agricolo” che lo ha spinto a variare la produzione in funzione di una nicchia di mercato a cui nessuno, o quasi, aveva pensato: “Le comunità di pakistani, indiani e cingalesi sono piuttosto nutrite e ben integrate nel Nord Italia. Essi hanno trovato fortuna nella Pianura Padana e lavorano principalmente nelle numerose aziende agricole e casearie bisognose di manodopera esperta; di contro, però, sono costretti ad importare dai loro Paesi d’origine gli alimenti della loro tradizione; la verdura che rifornisce i loro negozi (in Alessandria sono almeno due) è costretta a lunghi viaggi nelle stive degli aerei prima di essere venduta, ne risentono costi e qualità”.
Da quest’anno, una parte dei campi della tenuta è stata coltivata con verdure originarie del Pakistan e dell’India del nord: ocra, luffa, bitter, pipi, kekiri, melanzane indiane e così via; un’occasione per i curiosi di provare gusti nuovi “Non farti troppe illusioni” – dice Alberto -“la maggior parte di questi ortaggi ha un gusto molto diverso da quelli a cui siamo abituati, sul nostro palato stonano”.ocra
Quello che m’incuriosisce di più è il “bitter” o “karela”, una sorta di melone amaro dalla forma indescrivibile che viene centrifugato o cotto in padella ed è amarissimo, da serrare la mascella, ma che possiede un’importante qualità: riduce il livello di zuccheri nel sangue, una sorta di insulina naturale (prendano nota i diabetici). Il fulcro della tradizione culinaria dell’India è questo: nutrirsi in funzione della salute complessiva dell’organismo. Infatti, ogni verdura possiede diverse qualità purificanti o antiossidanti, peculiarità considerate più importanti del gusto stesso dell’alimento.
L’interazione con gli uomini asiatici si ripeterà anche il prossimo anno con l’aggiunta di altri prodotti; così, tra meloni amari e melanzane filiformi, si scrive un’altra pagina di storia della tenuta. -“Scusate, ora devo andare a togliere il grano” – conclude Alberto, che produce anche la famosa polenta ottofile tortonese, la trovate qualche pagina indietro nell’albo delle nostre tradizioni.

Nicholas Capra

Print Friendly, PDF & Email